Genesis (Italian)

Genesis (Italian)

1

1:1b.GEN.001.001 In principio Dio creò il cielo e la terra

1:2b.GEN.001.002 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque

1:3b.GEN.001.003 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu

1:4b.GEN.001.004 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebr

1:5b.GEN.001.005 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno

1:6b.GEN.001.006 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque»

1:7b.GEN.001.007 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne

1:8b.GEN.001.008 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno

1:9b.GEN.001.009 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne

1:10b.GEN.001.010 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona

1:11b.GEN.001.011 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne

1:12b.GEN.001.012 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona

1:13b.GEN.001.013 E fu sera e fu mattina: terzo giorno

1:14b.GEN.001.014 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli ann

1:15b.GEN.001.015 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne

1:16b.GEN.001.016 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle

1:17b.GEN.001.017 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terr

1:18b.GEN.001.018 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona

1:19b.GEN.001.019 E fu sera e fu mattina: quarto giorno

1:20b.GEN.001.020 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo»

1:21b.GEN.001.021 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona

1:22b.GEN.001.022 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra»

1:23b.GEN.001.023 E fu sera e fu mattina: quinto giorno

1:24b.GEN.001.024 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne

1:25b.GEN.001.025 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona

1:26b.GEN.001.026 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra»

1:27b.GEN.001.027 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò

1:28b.GEN.001.028 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra»

1:29b.GEN.001.029 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo

1:30b.GEN.001.030 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne

1:31b.GEN.001.031 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno

2

2:1b.GEN.002.001 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere

2:2b.GEN.002.002 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro

2:3b.GEN.002.003 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.

2:4b.GEN.002.004 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo

2:5b.GEN.002.005 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suol

2:6b.GEN.002.006 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -

2:7b.GEN.002.007 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente

2:8b.GEN.002.008 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato

2:9b.GEN.002.009 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male

2:10b.GEN.002.010 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi

2:11b.GEN.002.011 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'or

2:12b.GEN.002.012 e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice

2:13b.GEN.002.013 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia

2:14b.GEN.002.014 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate

2:15b.GEN.002.015 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse

2:16b.GEN.002.016 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino

2:17b.GEN.002.017 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti»

2:18b.GEN.002.018 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»

2:19b.GEN.002.019 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome

2:20b.GEN.002.020 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile

2:21b.GEN.002.021 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto

2:22b.GEN.002.022 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo

2:23b.GEN.002.023 Allora l'uomo disse: è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta»

2:24b.GEN.002.024 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne

2:25b.GEN.002.025 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna

3

3:1b.GEN.003.001 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?»

3:2b.GEN.003.002 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare

3:3b.GEN.003.003 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»

3:4b.GEN.003.004 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto

3:5b.GEN.003.005 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male»

3:6b.GEN.003.006 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò

3:7b.GEN.003.007 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture

3:8b.GEN.003.008 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino

3:9b.GEN.003.009 Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?»

3:10b.GEN.003.010 Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto»

3:11b.GEN.003.011 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?»

3:12b.GEN.003.012 Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato»

3:13b.GEN.003.013 Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»

3:14b.GEN.003.014 Allora il Signore Dio disse al serpente: sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita

3:15b.GEN.003.015 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno»

3:16b.GEN.003.016 Alla donna disse: i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà»

3:17b.GEN.003.017 All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita

3:18b.GEN.003.018 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre

3:19b.GEN.003.019 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!»

3:20b.GEN.003.020 L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi

3:21b.GEN.003.021 Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì

3:22b.GEN.003.022 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!»

3:23b.GEN.003.023 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto

3:24b.GEN.003.024 Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita

4

4:1b.GEN.004.001 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore»

4:2b.GEN.004.002 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo

4:3b.GEN.004.003 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore

4:4b.GEN.004.004 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta

4:5b.GEN.004.005 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto

4:6b.GEN.004.006 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto

4:7b.GEN.004.007 Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo»

4:8b.GEN.004.008 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise

4:9b.GEN.004.009 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?»

4:10b.GEN.004.010 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo

4:11b.GEN.004.011 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello

4:12b.GEN.004.012 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra»

4:13b.GEN.004.013 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono

4:14b.GEN.004.014 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere»

4:15b.GEN.004.015 Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato

4:16b.GEN.004.016 Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden

4:17b.GEN.004.017 Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio

4:18b.GEN.004.018 A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech

4:19b.GEN.004.019 Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla

4:20b.GEN.004.020 Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame

4:21b.GEN.004.021 Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto

4:22b.GEN.004.022 Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama

4:23b.GEN.004.023 Lamech disse alle mogli: mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido

4:24b.GEN.004.024 Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette»

4:25b.GEN.004.025 Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso»

4:26b.GEN.004.026 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore

5

5:1b.GEN.005.001 Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio

5:2b.GEN.005.002 maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati

5:3b.GEN.005.003 Adamo aveva centotrenta anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò Set

5:4b.GEN.005.004 Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie

5:5b.GEN.005.005 L'intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì

5:6b.GEN.005.006 Set aveva centocinque anni quando generò Enos

5:7b.GEN.005.007 dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie

5:8b.GEN.005.008 L'intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì

5:9b.GEN.005.009 Enos aveva novanta anni quando generò Kenan

5:10b.GEN.005.010 Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie

5:11b.GEN.005.011 L'intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì

5:12b.GEN.005.012 Kenan aveva settanta anni quando generò Maalaleèl

5:13b.GEN.005.013 Kenan dopo aver generato Maalaleèl visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie

5:14b.GEN.005.014 L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì

5:15b.GEN.005.015 Maalaleèl aveva sessantacinque anni quando generò Iared

5:16b.GEN.005.016 Maalaleèl dopo aver generato Iared, visse ancora ottocentotrenta anni e generò figli e figlie

5:17b.GEN.005.017 L'intera vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì

5:18b.GEN.005.018 Iared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch

5:19b.GEN.005.019 Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie

5:20b.GEN.005.020 L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì

5:21b.GEN.005.021 Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme

5:22b.GEN.005.022 Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie

5:23b.GEN.005.023 L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacique anni

5:24b.GEN.005.024 Poi Enoch cammino con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso

5:25b.GEN.005.025 Matusalemme aveva centottantasette anni quando generò Lamech

5:26b.GEN.005.026 Matusalemme, dopo aver generato Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie

5:27b.GEN.005.027 L'intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì

5:28b.GEN.005.028 Lamech aveva centottantadue anni quando generò un figli

5:29b.GEN.005.029 e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto»

5:30b.GEN.005.030 Lamech, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie

5:31b.GEN.005.031 L'intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette anni; poi morì

5:32b.GEN.005.032 Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet

6

6:1b.GEN.006.001 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie

6:2b.GEN.006.002 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero

6:3b.GEN.006.003 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni»

6:4b.GEN.006.004 C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi

6:5b.GEN.006.005 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male

6:6b.GEN.006.006 E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo

6:7b.GEN.006.007 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti»

6:8b.GEN.006.008 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore

6:9b.GEN.006.009 Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio

6:10b.GEN.006.010 Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet

6:11b.GEN.006.011 Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza

6:12b.GEN.006.012 Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra

6:13b.GEN.006.013 Allora Dio disse a Noè: «E' venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra

6:14b.GEN.006.014 Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori

6:15b.GEN.006.015 Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza

6:16b.GEN.006.016 Farai nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell'arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore

6:17b.GEN.006.017 Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà

6:18b.GEN.006.018 Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli

6:19b.GEN.006.019 Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina

6:20b.GEN.006.020 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due d'ognuna verranno con te, per essere conservati in vita

6:21b.GEN.006.021 Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro»

6:22b.GEN.006.022 Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece

7

7:1b.GEN.007.001 Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione

7:2b.GEN.007.002 D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina

7:3b.GEN.007.003 Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra

7:4b.GEN.007.004 Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto»

7:5b.GEN.007.005 Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato

7:6b.GEN.007.006 Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra

7:7b.GEN.007.007 Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio

7:8b.GEN.007.008 Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suol

7:9b.GEN.007.009 entrarono a due a due con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè

7:10b.GEN.007.010 Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra

7:11b.GEN.007.011 nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono

7:12b.GEN.007.012 Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti

7:13b.GEN.007.013 In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli

7:14b.GEN.007.014 essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati

7:15b.GEN.007.015 Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita

7:16b.GEN.007.016 Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui

7:17b.GEN.007.017 Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra

7:18b.GEN.007.018 Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava sulle acque

7:19b.GEN.007.019 Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo

7:20b.GEN.007.020 Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto

7:21b.GEN.007.021 Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini

7:22b.GEN.007.022 Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì

7:23b.GEN.007.023 Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca

7:24b.GEN.007.024 Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni

8

8:1b.GEN.008.001 Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono

8:2b.GEN.008.002 Le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo

8:3b.GEN.008.003 le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni

8:4b.GEN.008.004 Nel settimo mese, il diciassette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Ararat

8:5b.GEN.008.005 Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti

8:6b.GEN.008.006 Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate

8:7b.GEN.008.007 Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra

8:8b.GEN.008.008 Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo

8:9b.GEN.008.009 ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca

8:10b.GEN.008.010 Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arc

8:11b.GEN.008.011 e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra

8:12b.GEN.008.012 Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui

8:13b.GEN.008.013 L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta

8:14b.GEN.008.014 Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta

8:15b.GEN.008.015 Dio ordinò a Noè

8:16b.GEN.008.016 «Esci dall'arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te

8:17b.GEN.008.017 Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa»

8:18b.GEN.008.018 Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli

8:19b.GEN.008.019 Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, uscirono dall'arca

8:20b.GEN.008.020 Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare

8:21b.GEN.008.021 Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto

8:22b.GEN.008.022 Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno»

9

9:1b.GEN.009.001 Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra

9:2b.GEN.009.002 Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere

9:3b.GEN.009.003 Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come gia le verdi erbe

9:4b.GEN.009.004 Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue

9:5b.GEN.009.005 Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello

9:6b.GEN.009.006 Chi sparge il sangue dell'uomo dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo

9:7b.GEN.009.007 E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela»

9:8b.GEN.009.008 Dio disse a Noè e ai sui figli con lui

9:9b.GEN.009.009 «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi

9:10b.GEN.009.010 con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca

9:11b.GEN.009.011 Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra»

9:12b.GEN.009.012 Dio disse: che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne

9:13b.GEN.009.013 Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra

9:14b.GEN.009.014 Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nub

9:15b.GEN.009.015 ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne e noi ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne

9:16b.GEN.009.016 L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra»

9:17b.GEN.009.017 Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra»

9:18b.GEN.009.018 I figli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan

9:19b.GEN.009.019 Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra

9:20b.GEN.009.020 Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna

9:21b.GEN.009.021 Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua tenda

9:22b.GEN.009.022 Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori

9:23b.GEN.009.023 Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto

9:24b.GEN.009.024 Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore

9:25b.GEN.009.025 allora disse: «Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!»

9:26b.GEN.009.026 Disse poi: Canaan sia suo schiavo

9:27b.GEN.009.027 Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!»

9:28b.GEN.009.028 Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni

9:29b.GEN.009.029 L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni, poi morì

10

10:1b.GEN.010.001 Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio

10:2b.GEN.010.002 I figli di Iafet: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal, Mesech e Tiras

10:3b.GEN.010.003 I figli di Gomer: Askenaz, Rifat e Togarma

10:4b.GEN.010.004 I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, quelli di Cipro e quelli di Rodi

10:5b.GEN.010.005 Da costoro derivarono le nazioni disperse per le isole nei loro territori, ciascuno secondo la propria lingua e secondo le loro famiglie, nelle loro nazioni

10:6b.GEN.010.006 I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan

10:7b.GEN.010.007 I figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raama e Sàbteca

10:8b.GEN.010.008 Ora Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra

10:9b.GEN.010.009 Egli era valente nella caccia davanti al Signore, perciò si dice: «Come Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore»

10:10b.GEN.010.010 L'inizio del suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Calne, nel paese di Sennaar

10:11b.GEN.010.011 Da quella terra si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir e Càlac

10:12b.GEN.010.012 e Resen tra Ninive e Càlach; quella è la grande città

10:13b.GEN.010.013 Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch

10:14b.GEN.010.014 Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei

10:15b.GEN.010.015 Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Che

10:16b.GEN.010.016 e il Gebuseo, l'Amorreo, il Gergeseo

10:17b.GEN.010.017 l'Eveo, l'Archita e il Sineo

10:18b.GEN.010.018 l'Arvadita, il Semarita e l'Amatita. In seguito si dispersero le famiglie dei Cananei

10:19b.GEN.010.019 Il confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e Zeboim, fino a Lesa

10:20b.GEN.010.020 Questi furono i figli di Cam secondo le loro famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nei loro popoli

10:21b.GEN.010.021 Anche a Sem, padre di tutti i figli di Eber, fratello maggiore di Jafet, nacque una discendenza

10:22b.GEN.010.022 I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram

10:23b.GEN.010.023 I figli di Aram: Uz, Cul, Gheter e Mas

10:24b.GEN.010.024 Arpacsad generò Selach e Selach generò Eber

10:25b.GEN.010.025 A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi fu divisa la terra, e il fratello si chiamò Joktan

10:26b.GEN.010.026 Joktan generò Almodad, Selef, Ascarmavet, Jerach

10:27b.GEN.010.027 Adòcam, Uzal, Dikla

10:28b.GEN.010.028 Obal, Abimaèl, Saba

10:29b.GEN.010.029 Ofir, Avìla e Ibab. Tutti questi furono i figli di Joktan

10:30b.GEN.010.030 la loro sede era sulle montagne dell'oriente, da Mesa in direzione di Sefar

10:31b.GEN.010.031 Questi furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e le loro lingue, territori, secondo i loro popoli

10:32b.GEN.010.032 Queste furono le famiglie dei figli di Noè secondo le loro generazioni, nei loro popoli. Da costoro si dispersero le nazioni sulla terra dopo il diluvio

11

11:1b.GEN.011.001 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole

11:2b.GEN.011.002 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono

11:3b.GEN.011.003 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento

11:4b.GEN.011.004 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»

11:5b.GEN.011.005 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo

11:6b.GEN.011.006 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile

11:7b.GEN.011.007 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro»

11:8b.GEN.011.008 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città

11:9b.GEN.011.009 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra

11:10b.GEN.011.010 Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio

11:11b.GEN.011.011 Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò figli e figlie

11:12b.GEN.011.012 Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach

11:13b.GEN.011.013 Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotrè anni e generò figli e figlie

11:14b.GEN.011.014 Selach aveva trent'anni quando generò Eber

11:15b.GEN.011.015 Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotrè anni e generò figli e figlie

11:16b.GEN.011.016 Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg

11:17b.GEN.011.017 Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie

11:18b.GEN.011.018 Peleg aveva trent'anni quando generò Reu

11:19b.GEN.011.019 Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie

11:20b.GEN.011.020 Reu aveva trentadue anni quando generò Serug

11:21b.GEN.011.021 Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie

11:22b.GEN.011.022 Serug aveva trent'anni quando generò Nacor

11:23b.GEN.011.023 Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie

11:24b.GEN.011.024 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach

11:25b.GEN.011.025 Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie

11:26b.GEN.011.026 Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran

11:27b.GEN.011.027 Questa è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot

11:28b.GEN.011.028 Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei

11:29b.GEN.011.029 Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca

11:30b.GEN.011.030 Sarai era sterile e non aveva figli

11:31b.GEN.011.031 Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono

11:32b.GEN.011.032 L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran

12

12:1b.GEN.012.001 Il Signore disse ad Abram: e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò

12:2b.GEN.012.002 Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione

12:3b.GEN.012.003 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra»

12:4b.GEN.012.004 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran

12:5b.GEN.012.005 Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaa

12:6b.GEN.012.006 e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei

12:7b.GEN.012.007 Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò questo paese». Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso

12:8b.GEN.012.008 Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore

12:9b.GEN.012.009 Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb

12:10b.GEN.012.010 Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese

12:11b.GEN.012.011 Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: «Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente

12:12b.GEN.012.012 Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita

12:13b.GEN.012.013 Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te»

12:14b.GEN.012.014 Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente

12:15b.GEN.012.015 La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone

12:16b.GEN.012.016 Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli

12:17b.GEN.012.017 Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram

12:18b.GEN.012.018 Allora il faraone convocò Abram e gli disse: «Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie

12:19b.GEN.012.019 Perché hai detto: E' mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!»

12:20b.GEN.012.020 Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi

13

13:1b.GEN.013.001 Dall'Egitto Abram ritornò nel Negheb con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui

13:2b.GEN.013.002 Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro

13:3b.GEN.013.003 Poi di accampamento in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betel, fino al luogo dove era stata gia prima la sua tenda, tra Betel e Ai

13:4b.GEN.013.004 al luogo dell'altare, che aveva là costruito prima: lì Abram invocò il nome del Signore

13:5b.GEN.013.005 Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende

13:6b.GEN.013.006 Il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme

13:7b.GEN.013.007 Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot, mentre i Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese

13:8b.GEN.013.008 Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli

13:9b.GEN.013.009 Non sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra»

13:10b.GEN.013.010 Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte - prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino del Signore, come il paese d'Egitto, fino ai pressi di Zoar

13:11b.GEN.013.011 Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro

13:12b.GEN.013.012 Abram si stabilì nel paese di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma

13:13b.GEN.013.013 Ora gli uomini di Sòdoma erano perversi e peccavano molto contro il Signore

13:14b.GEN.013.014 Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l'oriente e l'occidente

13:15b.GEN.013.015 Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre

13:16b.GEN.013.016 Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti

13:17b.GEN.013.017 Alzati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te»

13:18b.GEN.013.018 Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore

14

14:1b.GEN.014.001 Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim

14:2b.GEN.014.002 costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar

14:3b.GEN.014.003 Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddim, cioè il Mar Morto

14:4b.GEN.014.004 Per dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomer, ma il tredicesimo anno si erano ribellati

14:5b.GEN.014.005 Nell'anno quattordicesimo arrivarono Chedorlaomer e i re che erano con lui e sconfissero i Refaim ad Astarot-Karnaim, gli Zuzim ad Am, gli Emim a Save-Kiriatai

14:6b.GEN.014.006 e gli Hurriti sulle montagne di Seir fino a El-Paran, che è presso il deserto

14:7b.GEN.014.007 Poi mutarono direzione e vennero a En-Mispat, cioè Kades, e devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che abitavano in Azazon-Tamar

14:8b.GEN.014.008 Allora il re di Sòdoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Zeboim e il re di Bela, cioè Zoar, uscirono e si schierarono a battaglia nella valle di Siddim contro di esso

14:9b.GEN.014.009 e cioè contro Chedorlaomer re dell'Elam, Tideal re di Goim, Amrafel re di Sennaar e Arioch re di Ellasar: quattro re contro cinque

14:10b.GEN.014.010 Ora la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; mentre il re di Sòdoma e il re di Gomorra si davano alla fuga, alcuni caddero nei pozzi e gli altri fuggirono sulle montagne

14:11b.GEN.014.011 Gli invasori presero tutti i beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono

14:12b.GEN.014.012 Andandosene catturarono anche Lot, figlio del fratello di Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma

14:13b.GEN.014.013 Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abram l'Ebreo che si trovava alle Querce di Mamre l'Amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner i quali erano alleati di Abram

14:14b.GEN.014.014 Quando Abram seppe che il suo parente era stato preso prigioniero, organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all'inseguimento fino a Dan

14:15b.GEN.014.015 Piombò sopra di essi di notte, lui con i suoi servi, li sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a Coba, a settentrione di Damasco

14:16b.GEN.014.016 Ricuperò così tutta la roba e anche Lot suo parente, i suoi beni, con le donne e il popolo

14:17b.GEN.014.017 Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sòdoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re

14:18b.GEN.014.018 Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissim

14:19b.GEN.014.019 e benedisse Abram con queste parole: creatore del cielo e della terra

14:20b.GEN.014.020 e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici»

14:21b.GEN.014.021 Poi il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi le persone; i beni prendili per te»

14:22b.GEN.014.022 Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra

14:23b.GEN.014.023 né un filo, né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram

14:24b.GEN.014.024 Per me niente, se non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti con me, Escol, Aner e Mamre, essi stessi si prendano la loro parte»

15

15:1b.GEN.015.001 Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande»

15:2b.GEN.015.002 Rispose Abram: «Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco»

15:3b.GEN.015.003 Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede»

15:4b.GEN.015.004 Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede»

15:5b.GEN.015.005 Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza»

15:6b.GEN.015.006 Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia

15:7b.GEN.015.007 E gli disse: «Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese»

15:8b.GEN.015.008 Rispose: «Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?»

15:9b.GEN.015.009 Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un piccione»

15:10b.GEN.015.010 Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli

15:11b.GEN.015.011 Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abram li scacciava

15:12b.GEN.015.012 Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì

15:13b.GEN.015.013 Allora il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni

15:14b.GEN.015.014 Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze

15:15b.GEN.015.015 Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice

15:16b.GEN.015.016 Alla quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo»

15:17b.GEN.015.017 Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi

15:18b.GEN.015.018 In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram: il fiume Eufrate

15:19b.GEN.015.019 il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti

15:20b.GEN.015.020 gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim

15:21b.GEN.015.021 gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei»

16

16:1b.GEN.016.001 Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar

16:2b.GEN.016.002 Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai

16:3b.GEN.016.003 Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito

16:4b.GEN.016.004 Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei

16:5b.GEN.016.005 Allora Sarai disse ad Abram: «L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!»

16:6b.GEN.016.006 Abram disse a Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò

16:7b.GEN.016.007 La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur

16:8b.GEN.016.008 e le disse: «Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado lontano dalla mia padrona Sarai»

16:9b.GEN.016.009 Le disse l'angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa»

16:10b.GEN.016.010 Le disse ancora l'angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine»

16:11b.GEN.016.011 Soggiunse poi l'angelo del Signore: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione

16:12b.GEN.016.012 Egli sarà come un onagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli»

16:13b.GEN.016.013 Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?»

16:14b.GEN.016.014 Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered

16:15b.GEN.016.015 Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito

16:16b.GEN.016.016 Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele

17

17:1b.GEN.017.001 Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: cammina davanti a me e sii integro

17:2b.GEN.017.002 Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto»

17:3b.GEN.017.003 Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui

17:4b.GEN.017.004 «Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli

17:5b.GEN.017.005 Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò

17:6b.GEN.017.006 E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re

17:7b.GEN.017.007 Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te

17:8b.GEN.017.008 Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio»

17:9b.GEN.017.009 Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione

17:10b.GEN.017.010 Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio

17:11b.GEN.017.011 Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi

17:12b.GEN.017.012 Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe

17:13b.GEN.017.013 Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne

17:14b.GEN.017.014 Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza»

17:15b.GEN.017.015 Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara

17:16b.GEN.017.016 Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei»

17:17b.GEN.017.017 Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?»

17:18b.GEN.017.018 Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!»

17:19b.GEN.017.019 E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui

17:20b.GEN.017.020 Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione

17:21b.GEN.017.021 Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo»

17:22b.GEN.017.022 Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo

17:23b.GEN.017.023 Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto

17:24b.GEN.017.024 Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro

17:25b.GEN.017.025 Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro

17:26b.GEN.017.026 In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio

17:27b.GEN.017.027 E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui

18

18:1b.GEN.018.001 Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno

18:2b.GEN.018.002 Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra

18:3b.GEN.018.003 dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo

18:4b.GEN.018.004 Si vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero

18:5b.GEN.018.005 Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto»

18:6b.GEN.018.006 Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce»

18:7b.GEN.018.007 All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo

18:8b.GEN.018.008 Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono

18:9b.GEN.018.009 Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «E' là nella tenda»

18:10b.GEN.018.010 Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui

18:11b.GEN.018.011 Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne

18:12b.GEN.018.012 Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!»

18:13b.GEN.018.013 Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia

18:14b.GEN.018.014 C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio»

18:15b.GEN.018.015 Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso»

18:16b.GEN.018.016 Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli

18:17b.GEN.018.017 Il Signore diceva: «Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare

18:18b.GEN.018.018 mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra

18:19b.GEN.018.019 Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso»

18:20b.GEN.018.020 Disse allora il Signore: «Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave

18:21b.GEN.018.021 Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!»

18:22b.GEN.018.022 Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore

18:23b.GEN.018.023 Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio

18:24b.GEN.018.024 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano

18:25b.GEN.018.025 Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?»

18:26b.GEN.018.026 Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città»

18:27b.GEN.018.027 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..

18:28b.GEN.018.028 Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque»

18:29b.GEN.018.029 Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta»

18:30b.GEN.018.030 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta»

18:31b.GEN.018.031 Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti»

18:32b.GEN.018.032 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci»

18:33b.GEN.018.033 Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione

19

19:1b.GEN.019.001 I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra

19:2b.GEN.019.002 E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza»

19:3b.GEN.019.003 Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono

19:4b.GEN.019.004 Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo

19:5b.GEN.019.005 Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!»

19:6b.GEN.019.006 Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé

19:7b.GEN.019.007 disse: «No, fratelli miei, non fate del male

19:8b.GEN.019.008 Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto»

19:9b.GEN.019.009 Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta

19:10b.GEN.019.010 Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente

19:11b.GEN.019.011 quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta

19:12b.GEN.019.012 Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo

19:13b.GEN.019.013 Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli»

19:14b.GEN.019.014 Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare

19:15b.GEN.019.015 Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città»

19:16b.GEN.019.016 Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città

19:17b.GEN.019.017 Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!»

19:18b.GEN.019.018 Ma Lot gli disse: «No, mio Signore

19:19b.GEN.019.019 Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia

19:20b.GEN.019.020 Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva»

19:21b.GEN.019.021 Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato

19:22b.GEN.019.022 Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Zoar

19:23b.GEN.019.023 Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar

19:24b.GEN.019.024 quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore

19:25b.GEN.019.025 Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo

19:26b.GEN.019.026 Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale

19:27b.GEN.019.027 Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore

19:28b.GEN.019.028 contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace

19:29b.GEN.019.029 Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato

19:30b.GEN.019.030 Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie

19:31b.GEN.019.031 Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra

19:32b.GEN.019.032 Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre»

19:33b.GEN.019.033 Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò

19:34b.GEN.019.034 All'indomani la maggiore disse alla più piccola: «Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre»

19:35b.GEN.019.035 Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò

19:36b.GEN.019.036 Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre

19:37b.GEN.019.037 La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi

19:38b.GEN.019.038 Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi

20

20:1b.GEN.020.001 Abramo levò le tende di là, dirigendosi nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar

20:2b.GEN.020.002 Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: «E' mia sorella», Abimèlech, re di Gerar, mandò a prendere Sara

20:3b.GEN.020.003 Ma Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: «Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito»

20:4b.GEN.020.004 Abimèlech, che non si era ancora accostato a lei, disse: «Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente

20:5b.GEN.020.005 Non mi ha forse detto: E' mia sorella? E anche lei ha detto: E' mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo»

20:6b.GEN.020.006 Gli rispose Dio nel sogno: «Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi

20:7b.GEN.020.007 Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi»

20:8b.GEN.020.008 Allora Abimèlech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto

20:9b.GEN.020.009 Poi Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: «Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno»

20:10b.GEN.020.010 Poi Abimèlech disse ad Abramo: «A che miravi agendo in tal modo?»

20:11b.GEN.020.011 Rispose Abramo: «Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie

20:12b.GEN.020.012 Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie

20:13b.GEN.020.013 Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello»

20:14b.GEN.020.014 Allora Abimèlech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara

20:15b.GEN.020.015 Inoltre Abimèlech disse: «Ecco davanti a te il mio territorio: và ad abitare dove ti piace!»

20:16b.GEN.020.016 A Sara disse: «Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata»

20:17b.GEN.020.017 Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlech, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire

20:18b.GEN.020.018 Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlech, per il fatto di Sara, moglie di Abramo

21

21:1b.GEN.021.001 Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso

21:2b.GEN.021.002 Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato

21:3b.GEN.021.003 Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito

21:4b.GEN.021.004 Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato

21:5b.GEN.021.005 Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco

21:6b.GEN.021.006 Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!»

21:7b.GEN.021.007 Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!»

21:8b.GEN.021.008 Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato

21:9b.GEN.021.009 Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco

21:10b.GEN.021.010 Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco»

21:11b.GEN.021.011 La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio

21:12b.GEN.021.012 Ma Dio disse ad Abramo: «Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe

21:13b.GEN.021.013 Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole»

21:14b.GEN.021.014 Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea

21:15b.GEN.021.015 Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespugli

21:16b.GEN.021.016 e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse

21:17b.GEN.021.017 Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova

21:18b.GEN.021.018 Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione»

21:19b.GEN.021.019 Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo

21:20b.GEN.021.020 E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco

21:21b.GEN.021.021 Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto

21:22b.GEN.021.022 In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: «Dio è con te in quanto fai

21:23b.GEN.021.023 Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero»

21:24b.GEN.021.024 Rispose Abramo: «Io lo giuro»

21:25b.GEN.021.025 Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano usurpato

21:26b.GEN.021.026 Abimèlech disse: «Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi»

21:27b.GEN.021.027 Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech: tra loro due conclusero un'alleanza

21:28b.GEN.021.028 Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge

21:29b.GEN.021.029 Abimèlech disse ad Abramo: «Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?»

21:30b.GEN.021.030 Rispose: «Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo»

21:31b.GEN.021.031 Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due

21:32b.GEN.021.032 E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei

21:33b.GEN.021.033 Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità

21:34b.GEN.021.034 E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo

22

22:1b.GEN.022.001 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!»

22:2b.GEN.022.002 Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò»

22:3b.GEN.022.003 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato

22:4b.GEN.022.004 Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo

22:5b.GEN.022.005 Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi»

22:6b.GEN.022.006 Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme

22:7b.GEN.022.007 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?»

22:8b.GEN.022.008 Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt'e due insieme

22:9b.GEN.022.009 così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna

22:10b.GEN.022.010 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio

22:11b.GEN.022.011 Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!»

22:12b.GEN.022.012 L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio»

22:13b.GEN.022.013 Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio

22:14b.GEN.022.014 Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede»

22:15b.GEN.022.015 Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volt

22:16b.GEN.022.016 e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio

22:17b.GEN.022.017 io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici

22:18b.GEN.022.018 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce»

22:19b.GEN.022.019 Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea

22:20b.GEN.022.020 Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: «Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello»

22:21b.GEN.022.021 Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Ara

22:22b.GEN.022.022 e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl

22:23b.GEN.022.023 Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo

22:24b.GEN.022.024 Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca

23

23:1b.GEN.023.001 Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara

23:2b.GEN.023.002 Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla

23:3b.GEN.023.003 Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti

23:4b.GEN.023.004 «Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e seppellirla»

23:5b.GEN.023.005 Allora gli Hittiti risposero

23:6b.GEN.023.006 «Ascolta noi, piuttosto, signore: tu sei un principe di Dio in mezzo a noi: seppellisci il tuo morto nel migliore dei nostri sepolcri. Nessuno di noi ti proibirà di seppellire la tua defunta nel suo sepolcro»

23:7b.GEN.023.007 Abramo si alzò, si prostrò davanti alla gente del paese, davanti agli Hittiti e parlò loro

23:8b.GEN.023.008 «Se è secondo il vostro desiderio che io porti via il mio morto e lo seppellisca, ascoltatemi e insistete per me presso Efron, figlio di Zocar

23:9b.GEN.023.009 perché mi dia la sua caverna di Macpela, che è all'estremità del suo campo. Me la ceda per il suo prezzo intero come proprietà sepolcrale in mezzo a voi»

23:10b.GEN.023.010 Ora Efron stava seduto in mezzo agli Hittiti. Efron l'Hittita rispose ad Abramo, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, quanti entravano per la porta della sua città, e disse

23:11b.GEN.023.011 «Ascolta me, piuttosto, mio signore: ti cedo il campo con la caverna che vi si trova, in presenza dei figli del mio popolo te la cedo: seppellisci il tuo morto»

23:12b.GEN.023.012 Allora Abramo si prostrò a lui alla presenza della gente del paese

23:13b.GEN.023.013 Parlò ad Efron, mentre lo ascoltava la gente del paese, e disse: «Se solo mi volessi ascoltare: io ti do il prezzo del campo. Accettalo da me, così io seppellirò là il mio morto»

23:14b.GEN.023.014 Efron rispose ad Abramo

23:15b.GEN.023.015 «Ascolta me piuttosto, mio signore: un terreno del valore di quattrocento sicli d'argento che cosa è mai tra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto»

23:16b.GEN.023.016 Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo pesò ad Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d'argento, nella moneta corrente sul mercato

23:17b.GEN.023.017 Così il campo di Efron che si trovava in Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite

23:18b.GEN.023.018 passarono in proprietà ad Abramo, alla presenza degli Hittiti, di quanti entravano nella porta della città

23:19b.GEN.023.019 Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan

23:20b.GEN.023.020 Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale

24

24:1b.GEN.024.001 Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in ogni cosa

24:2b.GEN.024.002 Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia cosci

24:3b.GEN.024.003 e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito

24:4b.GEN.024.004 ma che andrai al mio paese, nella mia patria, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco»

24:5b.GEN.024.005 Gli disse il servo: «Se la donna non mi vuol seguire in questo paese, dovrò forse ricondurre tuo figlio al paese da cui tu sei uscito?»

24:6b.GEN.024.006 Gli rispose Abramo: «Guardati dal ricondurre là mio figlio

24:7b.GEN.024.007 Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha giurato: Alla tua discendenza darò questo paese, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per il mio figlio

24:8b.GEN.024.008 Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là il mio figlio»

24:9b.GEN.024.009 Allora il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo, suo padrone, e gli prestò giuramento riguardo a questa cosa

24:10b.GEN.024.010 Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò nel Paese dei due fiumi, alla città di Nacor

24:11b.GEN.024.011 Fece inginocchiare i cammelli fuori della città, presso il pozzo d'acqua, nell'ora della sera, quando le donne escono ad attingere

24:12b.GEN.024.012 E disse: «Signore, Dio del mio padrone Abramo, concedimi un felice incontro quest'oggi e usa benevolenza verso il mio padrone Abramo

24:13b.GEN.024.013 Ecco, io sto presso la fonte dell'acqua, mentre le fanciulle della città escono per attingere acqua

24:14b.GEN.024.014 Ebbene, la ragazza alla quale dirò: Abbassa l'anfora e lasciami bere, e che risponderà: Bevi, anche ai tuoi cammelli darò da bere, sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu hai usato benevolenza al mio padrone»

24:15b.GEN.024.015 Non aveva ancora finito di parlare, quand'ecco Rebecca, che era nata a Betuèl figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con l'anfora sulla spalla

24:16b.GEN.024.016 La giovinetta era molto bella d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. Essa scese alla sorgente, riempì l'anfora e risalì

24:17b.GEN.024.017 Il servo allora le corse incontro e disse: «Fammi bere un po' d'acqua dalla tua anfora»

24:18b.GEN.024.018 Rispose: «Bevi, mio signore». In fretta calò l'anfora sul braccio e lo fece bere

24:19b.GEN.024.019 Come ebbe finito di dargli da bere, disse: «Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché finiranno di bere»

24:20b.GEN.024.020 In fretta vuotò l'anfora nell'abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per tutti i cammelli di lui

24:21b.GEN.024.021 Intanto quell'uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio

24:22b.GEN.024.022 Quando i cammelli ebbero finito di bere, quell'uomo prese un pendente d'oro del peso di mezzo siclo e glielo pose alle narici e le pose sulle braccia due braccialetti del peso di dieci sicli d'oro

24:23b.GEN.024.023 E disse: «Di chi sei figlia? Dimmelo. C'è posto per noi in casa di tuo padre, per passarvi la notte?»

24:24b.GEN.024.024 Gli rispose: «Io sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca partorì a Nacor»

24:25b.GEN.024.025 E soggiunse: «C'è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte»

24:26b.GEN.024.026 Quell'uomo si inginocchiò e si prostrò al Signor

24:27b.GEN.024.027 e disse: «Sia benedetto il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare benevolenza e fedeltà verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via fino alla casa dei fratelli del mio padrone»

24:28b.GEN.024.028 La giovinetta corse ad annunziare alla casa di sua madre tutte queste cose

24:29b.GEN.024.029 Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Làbano e Làbano corse fuori da quell'uomo al pozzo

24:30b.GEN.024.030 Egli infatti, visti il pendente e i braccialetti alle braccia della sorella e udite queste parole di Rebecca, sua sorella: «Così mi ha parlato quell'uomo», venne da costui che ancora stava presso i cammelli vicino al pozzo

24:31b.GEN.024.031 Gli disse: «Vieni, benedetto dal Signore! Perché te ne stai fuori, mentre io ho preparato la casa e un posto per i cammelli?»

24:32b.GEN.024.032 Allora l'uomo entrò in casa e quegli tolse il basto ai cammelli, fornì paglia e foraggio ai cammelli e acqua per lavare i piedi a lui e ai suoi uomini

24:33b.GEN.024.033 Quindi gli fu posto davanti da mangiare, ma egli disse; «Non mangerò, finché non avrò detto quello che devo dire». Gli risposero: «Dì pure»

24:34b.GEN.024.034 E disse: «Io sono un servo di Abramo

24:35b.GEN.024.035 Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini

24:36b.GEN.024.036 Sara, la moglie del mio padrone, gli ha partorito un figlio, quando ormai era vecchio, al quale egli ha dato tutti i suoi beni

24:37b.GEN.024.037 E il mio padrone mi ha fatto giurare: Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito

24:38b.GEN.024.038 ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per mio figlio

24:39b.GEN.024.039 Io dissi al mio padrone: Forse la donna non mi seguirà

24:40b.GEN.024.040 Mi rispose: Il Signore, alla cui presenza io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie per il mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre

24:41b.GEN.024.041 Solo quando sarai andato alla mia famiglia, sarai esente dalla mia maledizione; se non volessero cedertela, sarai esente dalla mia maledizione

24:42b.GEN.024.042 Così oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: Signore, Dio del mio padrone Abramo, se stai per dar buon esito al viaggio che sto compiendo

24:43b.GEN.024.043 ecco, io sto presso la fonte d'acqua; ebbene, la giovane che uscirà ad attingere, alla quale io dirò: Fammi bere un po' d'acqua dalla tua anfora

24:44b.GEN.024.044 e mi risponderà: Bevi tu; anche per i tuoi cammelli attingerò, quella sarà la moglie che il Signore ha destinata al figlio del mio padrone

24:45b.GEN.024.045 Io non avevo ancora finito di pensare, quand'ecco Rebecca uscire con l'anfora sulla spalla; scese alla fonte, attinse; io allora le dissi: Fammi bere

24:46b.GEN.024.046 Subito essa calò l'anfora e disse: Bevi; anche ai tuoi cammelli darò da bere. Così io bevvi ed essa diede da bere anche ai cammelli

24:47b.GEN.024.047 E io la interrogai: Di chi sei figlia? Rispose: Sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca ha partorito a Nacor. Allora le posi il pendente alle narici e i braccialetti alle braccia

24:48b.GEN.024.048 Poi mi inginocchiai e mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio padrone

24:49b.GEN.024.049 Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove»

24:50b.GEN.024.050 Allora Làbano e Betuèl risposero: «Dal Signore la cosa procede, non possiamo dirti nulla

24:51b.GEN.024.051 Ecco Rebecca davanti a te: prendila e và e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore»

24:52b.GEN.024.052 Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al Signore

24:53b.GEN.024.053 Poi il servo tirò fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro e vesti e li diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre di lei

24:54b.GEN.024.054 Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse: «Lasciatemi andare dal mio padrone»

24:55b.GEN.024.055 Ma il fratello e la madre di lei dissero: «Rimanga la giovinetta con noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo, te ne andrai»

24:56b.GEN.024.056 Rispose loro: «Non trattenetemi, mentre il Signore ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare dal mio padrone!»

24:57b.GEN.024.057 Dissero allora: «Chiamiamo la giovinetta e domandiamo a lei stessa»

24:58b.GEN.024.058 Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest'uomo?». Essa rispose: «Andrò»

24:59b.GEN.024.059 Allora essi lasciarono partire Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini

24:60b.GEN.024.060 Benedissero Rebecca e le dissero: diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti la porta dei suoi nemici!»

24:61b.GEN.024.061 Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, montarono sui cammelli e seguirono quell'uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì

24:62b.GEN.024.062 Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb

24:63b.GEN.024.063 Isacco uscì sul fare della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli

24:64b.GEN.024.064 Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello

24:65b.GEN.024.065 E disse al servo: «Chi è quell'uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «E' il mio padrone». Allora essa prese il velo e si coprì

24:66b.GEN.024.066 Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatte

24:67b.GEN.024.067 Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l'amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre

25

25:1b.GEN.025.001 Abramo prese un'altra moglie: essa aveva nome Chetura

25:2b.GEN.025.002 Essa gli partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian, Isbak e Suach

25:3b.GEN.025.003 Ioksan generò Saba e Dedan e i figli di Dedan furono gli Asurim, i Letusim e i Leummim

25:4b.GEN.025.004 I figli di Madian furono Efa, Efer, Enoch, Abida ed Eldaa. Tutti questi sono i figli di Chetura

25:5b.GEN.025.005 Abramo diede tutti i suoi beni a Isacco

25:6b.GEN.025.006 Quanto invece ai figli delle concubine, che Abramo aveva avute, diede loro doni e, mentre era ancora in vita, li licenziò, mandandoli lontano da Isacco suo figlio, verso il levante, nella regione orientale

25:7b.GEN.025.007 La durata della vita di Abramo fu di centosettantacinque anni

25:8b.GEN.025.008 Poi Abramo spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi antenati

25:9b.GEN.025.009 Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar, l'Hittita, di fronte a Mamre

25:10b.GEN.025.010 E' appunto il campo che Abramo aveva comperato dagli Hittiti: ivi furono sepolti Abramo e sua moglie Sara

25:11b.GEN.025.011 Dopo la morte di Abramo, Dio benedisse il figlio di lui Isacco e Isacco abitò presso il pozzo di Lacai-Roi

25:12b.GEN.025.012 Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar l'Egiziana, schiava di Sara

25:13b.GEN.025.013 Questi sono i nomi dei figli d'Ismaele, con il loro elenco in ordine di generazione: il primogenito di Ismaele è Nebaiòt, poi Kedar, Adbeèl, Mibsam

25:14b.GEN.025.014 Misma, Duma, Massa

25:15b.GEN.025.015 Adad, Tema, Ietur, Nafis e Kedma

25:16b.GEN.025.016 Questi sono gli Ismaeliti e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e accampamenti. Sono i dodici principi delle rispettive tribù

25:17b.GEN.025.017 La durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette anni; poi morì e si riunì ai suoi antenati

25:18b.GEN.025.018 Egli abitò da Avìla fino a Sur, che è lungo il confine dell'Egitto in direzione di Assur; egli si era stabilito di fronte a tutti i suoi fratelli

25:19b.GEN.025.019 Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco

25:20b.GEN.025.020 Isacco aveva quarant'anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl l'Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Làbano l'Arameo

25:21b.GEN.025.021 Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché essa era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua moglie Rebecca divenne incinta

25:22b.GEN.025.022 Ora i figli si urtavano nel suo seno ed essa esclamò: «Se è così, perché questo?». Andò a consultare il Signore

25:23b.GEN.025.023 Il Signore le rispose: e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo»

25:24b.GEN.025.024 Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo

25:25b.GEN.025.025 Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù

25:26b.GEN.025.026 Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe. Isacco aveva sessant'anni quando essi nacquero

25:27b.GEN.025.027 I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende

25:28b.GEN.025.028 Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe

25:29b.GEN.025.029 Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito

25:30b.GEN.025.030 Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito» - Per questo fu chiamato Edom -

25:31b.GEN.025.031 Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura»

25:32b.GEN.025.032 Rispose Esaù: «Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?»

25:33b.GEN.025.033 Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe

25:34b.GEN.025.034 Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura

26

26:1b.GEN.026.001 Venne una carestia nel paese oltre la prima che era avvenuta ai tempi di Abramo, e Isacco andò a Gerar presso Abimèlech, re dei Filistei

26:2b.GEN.026.002 Gli apparve il Signore e gli disse: «Non scendere in Egitto, abita nel paese che io ti indicherò

26:3b.GEN.026.003 Rimani in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché a te e alla tua discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre

26:4b.GEN.026.004 Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra saranno benedette per la tua discendenza

26:5b.GEN.026.005 per il fatto che Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi»

26:6b.GEN.026.006 Così Isacco dimorò in Gerar

26:7b.GEN.026.007 Gli uomini del luogo lo interrogarono intorno alla moglie ed egli disse: «E' mia sorella» infatti aveva timore di dire: «E' mia moglie», pensando che gli uomini del luogo lo uccidessero per causa di Rebecca, che era di bell'aspetto

26:8b.GEN.026.008 Era là da molto tempo, quando Abimèlech, re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco scherzare con la propria moglie Rebecca

26:9b.GEN.026.009 Abimèlech chiamò Isacco e disse: «Sicuramente essa è tua moglie. E perché tu hai detto: E' mia sorella?». Gli rispose Isacco: «Perché mi son detto: io non muoia per causa di lei!»

26:10b.GEN.026.010 Riprese Abimèlech: «Che ci hai fatto? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie e tu attirassi su di noi una colpa»

26:11b.GEN.026.011 Abimèlech diede quest'ordine a tutto il popolo: «Chi tocca questo uomo o la sua moglie sarà messo a morte!»

26:12b.GEN.026.012 Poi Isacco fece una semina in quel paese e raccolse quell'anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto

26:13b.GEN.026.013 E l'uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire ricchissimo

26:14b.GEN.026.014 possedeva greggi di piccolo e di grosso bestiame e numerosi schiavi e i Filistei cominciarono ad invidiarlo

26:15b.GEN.026.015 Tutti i pozzi che avevano scavati i servi di suo padre ai tempi del padre Abramo, i Filistei li avevano turati riempiendoli di terra

26:16b.GEN.026.016 Abimèlech disse ad Isacco: «Vàttene via da noi, perché tu sei molto più potente di noi»

26:17b.GEN.026.017 Isacco andò via di là, si accampò sul torrente di Gerar e vi si stabilì

26:18b.GEN.026.018 Isacco tornò a scavare i pozzi d'acqua, che avevano scavati i servi di suo padre, Abramo, e che i Filistei avevano turati dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva chiamati suo padre

26:19b.GEN.026.019 I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva

26:20b.GEN.026.020 Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: «L'acqua è nostra!»

26:21b.GEN.026.021 Scavarono un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna

26:22b.GEN.026.022 Allora si mosse di là e scavò un altro pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo chiamò Recobòt e disse: «Ora il Signore ci ha dato spazio libero perché noi prosperiamo nel paese»

26:23b.GEN.026.023 Di là andò a Bersabea

26:24b.GEN.026.024 E in quella notte gli apparve il Signore e disse: non temere perché io sono con te. Ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore di Abramo, mio servo»

26:25b.GEN.026.025 Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore; lì piantò la tenda. E i servi di Isacco scavarono un pozzo

26:26b.GEN.026.026 Intanto Abimèlech da Gerar era andato da lui, insieme con Acuzzat, suo amico, e Picol, capo del suo esercito

26:27b.GEN.026.027 Isacco disse loro: «Perché siete venuti da me, mentre voi mi odiate e mi avete scacciato da voi?»

26:28b.GEN.026.028 Gli risposero: «Abbiamo visto che il Signore è con te e abbiamo detto: vi sia un giuramento tra di noi, tra noi e te, e concludiamo un'alleanza con te

26:29b.GEN.026.029 tu non ci farai alcun male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto se non il bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo benedetto dal Signore»

26:30b.GEN.026.030 Allora imbandì loro un convito e mangiarono e bevvero

26:31b.GEN.026.031 Alzatisi di buon mattino, si prestarono giuramento l'un l'altro, poi Isacco li congedò e partirono da lui in pace

26:32b.GEN.026.032 Proprio in quel giorno arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del pozzo che avevano scavato e gli dissero: «Abbiamo trovato l'acqua»

26:33b.GEN.026.033 Allora egli lo chiamò Sibea: per questo la città si chiama Bersabea fino ad oggi

26:34b.GEN.026.034 Quando Esaù ebbe quarant'anni, prese in moglie Giudit, figlia di Beeri l'Hittita, e Basemat, figlia di Elon l'Hittita

26:35b.GEN.026.035 Esse furono causa d'intima amarezza per Isacco e per Rebecca

27

27:1b.GEN.027.001 Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: «Figlio mio». Gli rispose: «Eccomi»

27:2b.GEN.027.002 Riprese: «Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte

27:3b.GEN.027.003 Ebbene, prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, esci in campagna e prendi per me della selvaggina

27:4b.GEN.027.004 Poi preparami un piatto di mio gusto e portami da mangiare, perché io ti benedica prima di morire»

27:5b.GEN.027.005 Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa

27:6b.GEN.027.006 Rebecca disse al figlio Giacobbe: «Ecco, ho sentito tuo padre dire a tuo fratello Esaù

27:7b.GEN.027.007 Portami la selvaggina e preparami un piatto, così mangerò e poi ti benedirò davanti al Signore prima della morte

27:8b.GEN.027.008 Ora, figlio mio, obbedisci al mio ordine

27:9b.GEN.027.009 Và subito al gregge e prendimi di là due bei capretti; io ne farò un piatto per tuo padre, secondo il suo gusto

27:10b.GEN.027.010 Così tu lo porterai a tuo padre che ne mangerà, perché ti benedica prima della sua morte»

27:11b.GEN.027.011 Rispose Giacobbe a Rebecca sua madre: «Sai che mio fratello Esaù è peloso, mentre io ho la pelle liscia

27:12b.GEN.027.012 Forse mio padre mi palperà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò sopra di me una maledizione invece di una benedizione»

27:13b.GEN.027.013 Ma sua madre gli disse: «Ricada su di me la tua maledizione, figlio mio! Tu obbedisci soltanto e vammi a prendere i capretti»

27:14b.GEN.027.014 Allora egli andò a prenderli e li portò alla madre, così la madre ne fece un piatto secondo il gusto di suo padre

27:15b.GEN.027.015 Rebecca prese i vestiti migliori del suo figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe

27:16b.GEN.027.016 con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo

27:17b.GEN.027.017 Poi mise in mano al suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato

27:18b.GEN.027.018 Così egli venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?»

27:19b.GEN.027.019 Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Alzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica»

27:20b.GEN.027.020 Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore me l'ha fatta capitare davanti»

27:21b.GEN.027.021 Ma Isacco gli disse: «Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no»

27:22b.GEN.027.022 Giacobbe si avvicinò ad Isacco suo padre, il quale lo tastò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù»

27:23b.GEN.027.023 Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e perciò lo benedisse

27:24b.GEN.027.024 Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?». Rispose: «Lo sono»

27:25b.GEN.027.025 Allora disse: «Porgimi da mangiare della selvaggina del mio figlio, perché io ti benedica». Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve

27:26b.GEN.027.026 Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicinati e baciami, figlio mio!»

27:27b.GEN.027.027 Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse: come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto

27:28b.GEN.027.028 Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto

27:29b.GEN.027.029 Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!»

27:30b.GEN.027.030 Isacco aveva appena finito di benedire Giacobbe e Giacobbe si era allontanato dal padre Isacco, quando arrivò dalla caccia Esaù suo fratello

27:31b.GEN.027.031 Anch'egli aveva preparato un piatto, poi lo aveva portato al padre e gli aveva detto: «Si alzi mio padre e mangi la selvaggina di suo figlio, perché tu mi benedica»

27:32b.GEN.027.032 Gli disse suo padre Isacco: «Chi sei tu?». Rispose: «Io sono il tuo figlio primogenito Esaù»

27:33b.GEN.027.033 Allora Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: «Chi era dunque colui che ha preso la selvaggina e me l'ha portata? Io ho mangiato di tutto prima che tu venissi, poi l'ho benedetto e benedetto resterà»

27:34b.GEN.027.034 Quando Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Egli disse a suo padre: «Benedici anche me, padre mio!»

27:35b.GEN.027.035 Rispose: «E' venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la tua benedizione»

27:36b.GEN.027.036 Riprese: «Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato gia due volte? Gia ha carpito la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!». Poi soggiunse: «Non hai forse riservato qualche benedizione per me?»

27:37b.GEN.027.037 Isacco rispose e disse a Esaù: «Ecco, io l'ho costituito tuo signore e gli ho dato come servi tutti i suoi fratelli; l'ho provveduto di frumento e di mosto; per te che cosa mai potrò fare, figlio mio?»

27:38b.GEN.027.038 Esaù disse al padre: «Hai una sola benedizione padre mio? Benedici anche me, padre mio!». Ma Isacco taceva ed Esaù alzò la voce e pianse

27:39b.GEN.027.039 Allora suo padre Isacco prese la parola e gli disse: sarà la tua sede e lungi dalla rugiada del cielo dall'alto

27:40b.GEN.027.040 Vivrai della tua spada e servirai tuo fratello; ma poi, quando ti riscuoterai, spezzerai il suo giogo dal tuo collo»

27:41b.GEN.027.041 Esaù perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato. Pensò Esaù: «Si avvicinano i giorni del lutto per mio padre; allora ucciderò mio fratello Giacobbe»

27:42b.GEN.027.042 Ma furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, ed essa mandò a chiamare il figlio minore Giacobbe e gli disse: «Esaù tuo fratello vuol vendicarsi di te uccidendoti

27:43b.GEN.027.043 Ebbene, figlio mio, obbedisci alla mia voce: su, fuggi a Carran da mio fratello Làbano

27:44b.GEN.027.044 Rimarrai con lui qualche tempo, finché l'ira di tuo fratello si sarà placata

27:45b.GEN.027.045 finché si sarà placata contro di te la collera di tuo fratello e si sarà dimenticato di quello che gli hai fatto. Allora io manderò a prenderti di là. Perché dovrei venir privata di voi due in un sol giorno?»

27:46b.GEN.027.046 Poi Rebecca disse a Isacco: «Ho disgusto della mia vita a causa di queste donne hittite: se Giacobbe prende moglie tra le hittite come queste, tra le figlie del paese, a che mi giova la vita?»

28

28:1b.GEN.028.001 Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando: «Tu non devi prender moglie tra le figlie di Canaan

28:2b.GEN.028.002 Su, và in Paddan-Aram, nella casa di Betuèl, padre di tua madre, e prenditi di là la moglie tra le figlie di Làbano, fratello di tua madre

28:3b.GEN.028.003 Ti benedica Dio onnipotente, ti renda fecondo e ti moltiplichi, sì che tu divenga una assemblea di popoli

28:4b.GEN.028.004 Conceda la benedizione di Abramo a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda il paese dove sei stato forestiero, che Dio ha dato ad Abramo»

28:5b.GEN.028.005 Così Isacco fece partire Giacobbe, che andò in Paddan-Aram presso Làbano, figlio di Betuèl, l'Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù

28:6b.GEN.028.006 Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l'aveva mandato in Paddan-Aram per prendersi una moglie di là e che, mentre lo benediceva, gli aveva dato questo comando: «Non devi prender moglie tra le Cananee»

28:7b.GEN.028.007 Giacobbe aveva obbedito al padre e alla madre ed era partito per Paddan-Aram

28:8b.GEN.028.008 Esaù comprese che le figlie di Canaan non erano gradite a suo padre Isacco

28:9b.GEN.028.009 Allora si recò da Ismaele e, oltre le mogli che aveva, si prese in moglie Macalat, figlia di Ismaele, figlio di Abramo, sorella di Nebaiòt

28:10b.GEN.028.010 Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran

28:11b.GEN.028.011 Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo

28:12b.GEN.028.012 Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa

28:13b.GEN.028.013 Ecco il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza

28:14b.GEN.028.014 La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra

28:15b.GEN.028.015 Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto»

28:16b.GEN.028.016 Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo»

28:17b.GEN.028.017 Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo»

28:18b.GEN.028.018 Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità

28:19b.GEN.028.019 E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz

28:20b.GEN.028.020 Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi

28:21b.GEN.028.021 se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio

28:22b.GEN.028.022 Questa pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai io ti offrirò la decima»

29

29:1b.GEN.029.001 Poi Giacobbe si mise in cammino e andò nel paese degli orientali

29:2b.GEN.029.002 Vide nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame, accovacciati vicino, perché a quel pozzo si abbeveravano i greggi, ma la pietra sulla bocca del pozzo era grande

29:3b.GEN.029.003 Quando tutti i greggi si erano radunati là, i pastori rotolavano la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il bestiame; poi rimettevano la pietra al posto sulla bocca del pozzo

29:4b.GEN.029.004 Giacobbe disse loro: «Fratelli miei, di dove siete?». Risposero: «Siamo di Carran»

29:5b.GEN.029.005 Disse loro: «Conoscete Làbano, figlio di Nacor?». Risposero: «Lo conosciamo»

29:6b.GEN.029.006 Disse loro: «Sta bene?». Risposero: «Sì; ecco la figlia Rachele che viene con il gregge»

29:7b.GEN.029.007 Riprese: «Eccoci ancora in pieno giorno: non è tempo di radunare il bestiame. Date da bere al bestiame e andate a pascolare!»

29:8b.GEN.029.008 Risposero: «Non possiamo, finché non siano radunati tutti i greggi e si rotoli la pietra dalla bocca del pozzo; allora faremo bere il gregge»

29:9b.GEN.029.009 Egli stava ancora parlando con loro, quando arrivò Rachele con il bestiame del padre, perché era una pastorella

29:10b.GEN.029.010 Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Làbano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Làbano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Làbano, fratello di sua madre

29:11b.GEN.029.011 Poi Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce

29:12b.GEN.029.012 Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di Rebecca. Allora essa corse a riferirlo al padre

29:13b.GEN.029.013 Quando Làbano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Làbano tutte le sue vicende

29:14b.GEN.029.014 Allora Làbano gli disse: «Davvero tu sei mio osso e mia carne!». Così dimorò presso di lui per un mese

29:15b.GEN.029.015 Poi Làbano disse a Giacobbe: «Poiché sei mio parente, mi dovrai forse servire gratuitamente? Indicami quale deve essere il tuo salario»

29:16b.GEN.029.016 Ora Làbano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava Rachele

29:17b.GEN.029.017 Lia aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di aspetto

29:18b.GEN.029.018 perciò Giacobbe amava Rachele. Disse dunque: «Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore»

29:19b.GEN.029.019 Rispose Làbano: «Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me»

29:20b.GEN.029.020 Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei

29:21b.GEN.029.021 Poi Giacobbe disse a Làbano: «Dammi la mia sposa, perché il mio tempo è compiuto e voglio unirmi a lei»

29:22b.GEN.029.022 Allora Làbano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto

29:23b.GEN.029.023 Ma quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli si unì a lei

29:24b.GEN.029.024 Làbano diede la propria schiava Zilpa alla figlia, come schiava

29:25b.GEN.029.025 Quando fu mattina... ecco era Lia! Allora Giacobbe disse a Làbano: «Che mi hai fatto? Non è forse per Rachele che sono stato al tuo servizio? Perché mi hai ingannato?»

29:26b.GEN.029.026 Rispose Làbano: «Non si usa far così nel nostro paese, dare, cioè, la più piccola prima della maggiore

29:27b.GEN.029.027 Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest'altra per il servizio che tu presterai presso di me per altri sette anni»

29:28b.GEN.029.028 Giacobbe fece così: terminò la settimana nuziale e allora Làbano gli diede in moglie la figlia Rachele

29:29b.GEN.029.029 Làbano diede alla figlia Rachele la propria schiava Bila, come schiava

29:30b.GEN.029.030 Egli si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora al servizio di lui per altri sette anni

29:31b.GEN.029.031 Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile

29:32b.GEN.029.032 Così Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: «Il Signore ha visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà»

29:33b.GEN.029.033 Poi concepì ancora un figlio e disse: «Il Signore ha udito che io ero trascurata e mi ha dato anche questo». E lo chiamò Simeone

29:34b.GEN.029.034 Poi concepì ancora e partorì un figlio e disse: «Questa volta mio marito mi si affezionerà, perché gli ho partorito tre figli». Per questo lo chiamò Levi

29:35b.GEN.029.035 Concepì ancora e partorì un figlio e disse: «Questa volta loderò il Signore». Per questo lo chiamò Giuda. Poi cessò di avere figli

30

30:1b.GEN.030.001 Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!»

30:2b.GEN.030.002 Giacobbe s'irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?»

30:3b.GEN.030.003 Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch'io una mia prole per mezzo di lei»

30:4b.GEN.030.004 Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei

30:5b.GEN.030.005 Bila concepì e partorì a Giacobbe un figlio

30:6b.GEN.030.006 Rachele disse: «Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un figlio». Per questo essa lo chiamò Dan

30:7b.GEN.030.007 Poi Bila, la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio

30:8b.GEN.030.008 Rachele disse: «Ho sostenuto contro mia sorella lotte difficili e ho vinto!». Perciò lo chiamò Nèftali

30:9b.GEN.030.009 Allora Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese la propria schiava Zilpa e la diede in moglie e Giacobbe

30:10b.GEN.030.010 Zilpa, la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio

30:11b.GEN.030.011 Lia disse: «Per fortuna!» e lo chiamò Gad

30:12b.GEN.030.012 Poi Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe

30:13b.GEN.030.013 Lia disse: «Per mia felicità! Perché le donne mi diranno felice». Perciò lo chiamò Aser

30:14b.GEN.030.014 Al tempo della mietitura del grano, Ruben uscì e trovò mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse a Lia: «Dammi un po' delle mandragore di tuo figlio»

30:15b.GEN.030.015 Ma Lia rispose: «E' forse poco che tu mi abbia portato via il marito perché voglia portar via anche le mandragore di mio figlio?». Riprese Rachele: «Ebbene, si corichi pure con te questa notte, in cambio delle mandragore di tuo figlio»

30:16b.GEN.030.016 Alla sera, quando Giacobbe arrivò dalla campagna, Lia gli uscì incontro e gli disse: «Da me devi venire, perché io ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio». Così egli si coricò con lei quella notte

30:17b.GEN.030.017 Il Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figlio

30:18b.GEN.030.018 Lia disse: «Dio mi ha dato il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito». Perciò lo chiamò Issacar

30:19b.GEN.030.019 Poi Lia concepì e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe

30:20b.GEN.030.020 Lia disse: «Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli». Perciò lo chiamò Zàbulon

30:21b.GEN.030.021 In seguito partorì una figlia e la chiamò Dina

30:22b.GEN.030.022 Poi Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda

30:23b.GEN.030.023 Essa concepì e partorì un figlio e disse: «Dio ha tolto il mio disonore»

30:24b.GEN.030.024 E lo chiamò Giuseppe dicendo: «Il Signore mi aggiunga un altro figlio!»

30:25b.GEN.030.025 Dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Làbano: «Lasciami andare e tornare a casa mia, nel mio paese

30:26b.GEN.030.026 Dammi le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini perché possa partire: tu conosci il servizio che ti ho prestato»

30:27b.GEN.030.027 Gli disse Làbano: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Per divinazione ho saputo che il Signore mi ha benedetto per causa tua»

30:28b.GEN.030.028 E aggiunse: «Fissami il tuo salario e te lo darò»

30:29b.GEN.030.029 Gli rispose: «Tu stesso sai come ti ho servito e quanti sono diventati i tuoi averi per opera mia

30:30b.GEN.030.030 Perché il poco che avevi prima della mia venuta è cresciuto oltre misura e il Signore ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch'io per la mia casa?»

30:31b.GEN.030.031 Riprese Làbano: «Che ti devo dare?». Giacobbe rispose: «Non mi devi nulla; se tu farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo

30:32b.GEN.030.032 Oggi passerò fra tutto il tuo bestiame; metti da parte ogni capo di colore scuro tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le capre: sarà il mio salario

30:33b.GEN.030.033 In futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra le capre e di colore scuro tra le pecore, se si troverà presso di me, sarà come rubato»

30:34b.GEN.030.034 Làbano disse: «Bene, sia come tu hai detto!»

30:35b.GEN.030.035 In quel giorno mise da parte i capri striati e chiazzati e tutte le capre punteggiate e chiazzate, ogni capo che aveva del bianco e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Li affidò ai suoi figl

30:36b.GEN.030.036 e stabilì una distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe pascolava l'altro bestiame di Làbano

30:37b.GEN.030.037 Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami

30:38b.GEN.030.038 Poi egli mise i rami così scortecciati nei truogoli agli abbeveratoi dell'acqua, dove veniva a bere il bestiame, proprio in vista delle bestie, le quali si accoppiavano quando venivano a bere

30:39b.GEN.030.039 Così le bestie si accoppiarono di fronte ai rami e le capre figliarono capretti striati, punteggiati e chiazzati

30:40b.GEN.030.040 Quanto alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a sé gli animali striati e tutti quelli di colore scuro del gregge di Làbano. E i branchi che si era così costituiti per conto suo, non li mise insieme al gregge di Làbano

30:41b.GEN.030.041 Ogni qualvolta si accoppiavano bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei truogoli in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami

30:42b.GEN.030.042 Quando invece le bestie erano deboli, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli erano per Làbano e quelli robusti per Giacobbe

30:43b.GEN.030.043 Egli si arricchì oltre misura e possedette greggi in grande quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini

31

31:1b.GEN.031.001 Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: «Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna»

31:2b.GEN.031.002 Giacobbe osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che non era più verso di lui come prima

31:3b.GEN.031.003 Il Signore disse a Giacobbe: «Torna al paese dei tuoi padri, nella tua patria e io sarò con te»

31:4b.GEN.031.004 Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregg

31:5b.GEN.031.005 e disse loro: «Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; eppure il Dio di mio padre è stato con me

31:6b.GEN.031.006 Voi stesse sapete che io ho servito vostro padre con tutte le forze

31:7b.GEN.031.007 mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male

31:8b.GEN.031.008 Se egli diceva: Le bestie punteggiate saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: Le bestie striate saranno il tuo salario, allora tutto il gregge figliava bestie striate

31:9b.GEN.031.009 Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l'ha dato a me

31:10b.GEN.031.010 Una volta, quando il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati

31:11b.GEN.031.011 L'angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe! Risposi: Eccomi

31:12b.GEN.031.012 Riprese: Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto quanto Làbano ti fa

31:13b.GEN.031.013 Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora alzati, parti da questo paese e torna nella tua patria!»

31:14b.GEN.031.014 Rachele e Lia gli risposero: «Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre

31:15b.GEN.031.015 Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro danaro

31:16b.GEN.031.016 Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fà pure quanto Dio ti ha detto»

31:17b.GEN.031.017 Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammell

31:18b.GEN.031.018 e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistati, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nel paese di Canaan

31:19b.GEN.031.019 Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre

31:20b.GEN.031.020 Giacobbe eluse l'attenzione di Làbano l'Arameo, non avvertendolo che stava per fuggire

31:21b.GEN.031.021 così poté andarsene con tutti i suoi averi. Si alzò dunque, passò il fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad

31:22b.GEN.031.022 Al terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito

31:23b.GEN.031.023 Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad

31:24b.GEN.031.024 Ma Dio venne da Làbano l'Arameo in un sogno notturno e gli disse: «Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!»

31:25b.GEN.031.025 Làbano andò dunque a raggiungere Giacobbe; ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad

31:26b.GEN.031.026 Disse allora Làbano a Giacobbe: «Che hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra

31:27b.GEN.031.027 Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di timpani e di cetre

31:28b.GEN.031.028 E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo hai agito in modo insensato

31:29b.GEN.031.029 Sarebbe in mio potere di farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male

31:30b.GEN.031.030 Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché mi hai rubato i miei dei?»

31:31b.GEN.031.031 Giacobbe rispose a Làbano e disse: «Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie

31:32b.GEN.031.032 Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dei, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti riscontra quanto vi può essere di tuo presso di me e prendilo». Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele

31:33b.GEN.031.033 Allora Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele

31:34b.GEN.031.034 Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò

31:35b.GEN.031.035 Essa parlò al padre: «Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne». Làbano cercò dunque il tutta la tenda e non trovò gli idoli

31:36b.GEN.031.036 Giacobbe allora si adirò e apostrofò Làbano, al quale disse: «Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti sia messo a inseguirmi

31:37b.GEN.031.037 Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che hai trovato di tutte le robe di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti e siano essi giudici tra noi due

31:38b.GEN.031.038 Vent'anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e i montoni del tuo gregge non ho mai mangiato

31:39b.GEN.031.039 Nessuna bestia sbranata ti ho portato: io ne compensavo il danno e tu reclamavi da me ciò che veniva rubato di giorno e ciò che veniva rubato di notte

31:40b.GEN.031.040 Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo e il sonno fuggiva dai miei occhi

31:41b.GEN.031.041 Vent'anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte

31:42b.GEN.031.042 Se non fosse stato con me il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro»

31:43b.GEN.031.043 Làbano allora rispose e disse a Giacobbe: «Queste figlie sono mie figlie e questi figli sono miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che esse hanno messi al mondo

31:44b.GEN.031.044 Ebbene, vieni, concludiamo un'alleanza io e te e ci sia un testimonio tra me e te»

31:45b.GEN.031.045 Giacobbe prese una pietra e la eresse come una stele

31:46b.GEN.031.046 Poi disse ai suoi parenti: «Raccogliete pietre», e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio. Poi mangiarono là su quel mucchio

31:47b.GEN.031.047 Làbano lo chiamò Iegar-Saaduta, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed

31:48b.GEN.031.048 Làbano disse: «Questo mucchio sia oggi un testimonio tra me e te» per questo lo chiamò Gal-E

31:49b.GEN.031.049 e anche Mizpa, perché disse: «Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l'un l'altro

31:50b.GEN.031.050 Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, non un uomo sarà con noi, ma bada, Dio sarà testimonio tra me e te»

31:51b.GEN.031.051 Soggiunse Làbano a Giacobbe: «Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretta tra me e te

31:52b.GEN.031.052 Questo mucchio è testimonio e questa stele è testimonio che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte per fare il male

31:53b.GEN.031.053 Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi». Giacobbe giurò per il Terrore di suo padre Isacco

31:54b.GEN.031.054 Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne

32

32:1b.GEN.032.001 Alla mattina per tempo Làbano si alzò, baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi partì e ritornò a casa

32:2b.GEN.032.002 Mentre Giacobbe continuava il viaggio, gli si fecero incontro gli angeli di Dio

32:3b.GEN.032.003 Giacobbe al vederli disse: «Questo è l'accampamento di Dio» e chiamò quel luogo Macanaim

32:4b.GEN.032.004 Poi Giacobbe mandò avanti a sé alcuni messaggeri al fratello Esaù, nel paese di Seir, la campagna di Edom

32:5b.GEN.032.005 Diede loro questo comando: «Direte al mio signore Esaù: Dice il tuo servo Giacobbe: Sono stato forestiero presso Làbano e vi sono restato fino ad ora

32:6b.GEN.032.006 Sono venuto in possesso di buoi, asini e greggi, di schiavi e schiave. Ho mandato ad informarne il mio signore, per trovare grazia ai suoi occhi»

32:7b.GEN.032.007 I messaggeri tornarono da Giacobbe, dicendo: «Siamo stati da tuo fratello Esaù; ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini»

32:8b.GEN.032.008 Giacobbe si spaventò molto e si sentì angosciato; allora divise in due accampamenti la gente che era con lui, il gregge, gli armenti e i cammelli

32:9b.GEN.032.009 Pensò infatti: «Se Esaù raggiunge un accampamento e lo batte, l'altro accampamento si salverà»

32:10b.GEN.032.010 Poi Giacobbe disse: «Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, Signore, che mi hai detto: Ritorna al tuo paese, nella tua patria e io ti farò del bene

32:11b.GEN.032.011 io sono indegno di tutta la benevolenza e di tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo servo. Con il mio bastone soltanto avevo passato questo Giordano e ora sono divenuto tale da formare due accampamenti

32:12b.GEN.032.012 Salvami dalla mano del mio fratello Esaù, perché io ho paura di lui: egli non arrivi e colpisca me e tutti, madre e bambini

32:13b.GEN.032.013 Eppure tu hai detto: Ti farò del bene e renderò la tua discendenza come la sabbia del mare, tanto numerosa che non si può contare»

32:14b.GEN.032.014 Giacobbe rimase in quel luogo a passare la notte. Poi prese, di ciò che gli capitava tra mano, di che fare un dono al fratello Esaù

32:15b.GEN.032.015 duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni

32:16b.GEN.032.016 trenta cammelle allattanti con i loro piccoli, quaranta giovenche e dieci torelli, venti asine e dieci asinelli

32:17b.GEN.032.017 Egli affidò ai suoi servi i singoli branchi separatamente e disse loro: «Passate davanti a me e lasciate un certo spazio tra un branco e l'altro»

32:18b.GEN.032.018 Diede questo ordine al primo: «Quando ti incontrerà Esaù, mio fratello, e ti domanderà: Di chi sei tu? Dove vai? Di chi sono questi animali che ti camminano davanti?

32:19b.GEN.032.019 tu risponderai: Del tuo fratello Giacobbe: è un dono inviato al mio signore Esaù; ecco egli stesso ci segue»

32:20b.GEN.032.020 Lo stesso ordine diede anche al secondo e anche al terzo e a quanti seguivano i branchi: «Queste parole voi rivolgerete ad Esaù quando lo troverete

32:21b.GEN.032.021 gli direte: Anche il tuo servo Giacobbe ci segue». Pensava infatti: «Lo placherò con il dono che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con benevolenza»

32:22b.GEN.032.022 Così il dono passò prima di lui, mentr'egli trascorse quella notte nell'accampamento

32:23b.GEN.032.023 Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok

32:24b.GEN.032.024 Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi

32:25b.GEN.032.025 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora

32:26b.GEN.032.026 Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui

32:27b.GEN.032.027 Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!»

32:28b.GEN.032.028 Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe»

32:29b.GEN.032.029 Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!»

32:30b.GEN.032.030 Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse

32:31b.GEN.032.031 Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva»

32:32b.GEN.032.032 Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca

32:33b.GEN.032.033 Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico

33

33:1b.GEN.033.001 Poi Giacobbe alzò gli occhi e vide arrivare Esaù che aveva con sé quattrocento uomini. Allora distribuì i figli tra Lia, Rachele e le due schiave

33:2b.GEN.033.002 mise in testa le schiave con i loro figli, più indietro Lia con i suoi figli e più indietro Rachele e Giuseppe

33:3b.GEN.033.003 Egli passò davanti a loro e si prostrò sette volte fino a terra, mentre andava avvicinandosi al fratello

33:4b.GEN.033.004 Ma Esaù gli corse incontro, lo abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero

33:5b.GEN.033.005 Poi alzò gli occhi e vide le donne e i fanciulli e disse: «Chi sono questi con te?». Rispose: «Sono i figli di cui Dio ha favorito il tuo servo»

33:6b.GEN.033.006 Allora si fecero avanti le schiave con i loro figli e si prostrarono

33:7b.GEN.033.007 Poi si fecero avanti anche Lia e i suoi figli e si prostrarono e infine si fecero avanti Rachele e Giuseppe e si prostrarono

33:8b.GEN.033.008 Domandò ancora: «Che è tutta questa carovana che ho incontrata?». Rispose: «E' per trovar grazia agli occhi del mio signore»

33:9b.GEN.033.009 Esaù disse: «Ne ho abbastanza del mio, fratello, resti per te quello che è tuo!»

33:10b.GEN.033.010 Ma Giacobbe disse: «No, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, accetta dalla mia mano il mio dono, perché appunto per questo io sono venuto alla tua presenza, come si viene alla presenza di Dio, e tu mi hai gradito

33:11b.GEN.033.011 Accetta il mio dono augurale che ti è stato presentato, perché Dio mi ha favorito e sono provvisto di tutto!». Così egli insistette e quegli accettò

33:12b.GEN.033.012 Poi Esaù disse: «Leviamo l'accampamento e mettiamoci in viaggio: io camminerò davanti a te»

33:13b.GEN.033.013 Gli rispose: «Il mio signore sa che i fanciulli sono delicati e che ho a mio carico i greggi e gli armenti che allattano: se si affaticano anche un giorno solo, tutte le bestie moriranno

33:14b.GEN.033.014 Il mio signore passi prima del suo servo, mentre io mi sposterò a tutto mio agio, al passo di questo bestiame che mi precede e al passo dei fanciulli, finché arriverò presso il mio signore a Seir»

33:15b.GEN.033.015 Disse allora Esaù: «Almeno possa lasciare con te una parte della gente che ho con me!». Rispose: «Ma perché? Possa io solo trovare grazia agli occhi del mio signore!»

33:16b.GEN.033.016 Così in quel giorno stesso Esaù ritornò sul suo cammino verso Seir

33:17b.GEN.033.017 Giacobbe invece si trasportò a Succot, dove costruì una casa per sé e fece capanne per il gregge. Per questo chiamò quel luogo Succot

33:18b.GEN.033.018 Giacobbe arrivò sano e salvo alla città di Sichem, che è nel paese di Canaan, quando tornò da Paddan-Aram e si accampò di fronte alla città

33:19b.GEN.033.019 Poi acquistò dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi d'argento, quella porzione di campagna dove aveva piantato la tenda

33:20b.GEN.033.020 Ivi eresse un altare e lo chiamò «El, Dio d'Israele»

34

34:1b.GEN.034.001 Dina, la figlia che Lia aveva partorita a Giacobbe, uscì a vedere le ragazze del paese

34:2b.GEN.034.002 Ma la vide Sichem, figlio di Camor l'Eveo, principe di quel paese, e la rapì, si unì a lei e le fece violenza

34:3b.GEN.034.003 Egli rimase legato a Dina, figlia di Giacobbe; amò la fanciulla e le rivolse parole di conforto

34:4b.GEN.034.004 Poi disse a Camor suo padre: «Prendimi in moglie questa ragazza»

34:5b.GEN.034.005 Intanto Giacobbe aveva saputo che quegli aveva disonorato Dina, sua figlia, ma i suoi figli erano in campagna con il suo bestiame. Giacobbe tacque fino al loro arrivo

34:6b.GEN.034.006 Venne dunque Camor, padre di Sichem, da Giacobbe per parlare con lui

34:7b.GEN.034.007 Quando i figli di Giacobbe tornarono dalla campagna, sentito l'accaduto, ne furono addolorati e s'indignarono molto, perché quelli aveva commesso un'infamia in Israele, unendosi alla figlia di Giacobbe: così non si doveva fare

34:8b.GEN.034.008 Camor disse loro: «Sichem, mio figlio, è innamorato della vostra figlia; dategliela in moglie

34:9b.GEN.034.009 Anzi, alleatevi con noi: voi darete a noi le vostre figlie e vi prenderete per voi le nostre figlie

34:10b.GEN.034.010 Abiterete con noi e il paese sarà a vostra disposizione; risiedetevi, percorretelo in lungo e in largo e acquistate proprietà in esso»

34:11b.GEN.034.011 Poi Sichem disse al padre e ai fratelli di lei: «Possa io trovare grazia agli occhi vostri; vi darò quel che mi direte

34:12b.GEN.034.012 Alzate pure molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi darò quanto mi chiederete, ma datemi la giovane in moglie!»

34:13b.GEN.034.013 Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor e parlarono con astuzia, perché quegli aveva disonorato la loro sorella Dina

34:14b.GEN.034.014 Dissero loro: «Non possiamo fare questo, dare cioè la nostra sorella ad un uomo non circonciso, perché ciò sarebbe un disonore per noi

34:15b.GEN.034.015 Solo a questa condizione acconsentiremo alla vostra richiesta, se cioè voi diventerete come noi, circoncidendo ogni vostro maschio

34:16b.GEN.034.016 Allora noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo

34:17b.GEN.034.017 Ma se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione, allora prenderemo la nostra figlia e ce ne andremo»

34:18b.GEN.034.018 Le loro parole piacquero a Camor e a Sichem, figlio di Camor

34:19b.GEN.034.019 Il giovane non indugiò ad eseguire la cosa, perché amava la figlia di Giacobbe; d'altra parte era il più onorato di tutto il casato di suo padre

34:20b.GEN.034.020 Vennero dunque Camor e il figlio Sichem alla porta della loro città e parlarono agli uomini della città

34:21b.GEN.034.021 «Questi uomini sono gente pacifica: abitino pure con noi nel paese e lo percorrano in lungo e in largo; esso è molto ampio per loro in ogni direzione. Noi potremo prendere per mogli le loro figlie e potremo dare a loro le nostre

34:22b.GEN.034.022 Ma solo ad una condizione questi uomini acconsentiranno ad abitare con noi, a diventare un sol popolo: se cioè noi circoncidiamo ogni nostro maschio come loro stessi sono circoncisi

34:23b.GEN.034.023 I loro armenti, la loro ricchezza e tutto il loro bestiame non saranno forse nostri? Accontentiamoli dunque e possano abitare con noi!»

34:24b.GEN.034.024 Allora quanti avevano accesso alla porta della sua città ascoltarono Camor e il figlio Sichem: tutti i maschi, quanti avevano accesso alla porta della città, si fecero circoncidere

34:25b.GEN.034.025 Ma il terzo giorno, quand'essi erano sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simeone e Levi, i fratelli di Dina, presero ciascuno una spada, entrarono nella città con sicurezza e uccisero tutti i maschi

34:26b.GEN.034.026 Passarono così a fil di spada Camor e suo figlio Sichem, portarono via Dina dalla casa di Sichem e si allontanarono

34:27b.GEN.034.027 I figli di Giacobbe si buttarono sui cadaveri e saccheggiarono la città, perché quelli avevano disonorato la loro sorella

34:28b.GEN.034.028 Presero così i loro greggi e i loro armenti, i loro asini e quanto era nella città e nella campagna

34:29b.GEN.034.029 Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini e le loro donne e saccheggiarono quanto era nelle case

34:30b.GEN.034.030 Allora Giacobbe disse a Simeone e a Levi: «Voi mi avete messo in difficoltà, rendendomi odioso agli abitanti del paese, ai Cananei e ai Perizziti, mentre io ho pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi vinceranno e io sarò annientato con la mia casa»

34:31b.GEN.034.031 Risposero: «Si tratta forse la nostra sorella come una prostituta?»

35

35:1b.GEN.035.001 Dio disse a Giacobbe: «Alzati, và a Betel e abita là; costruisci in quel luogo un altare al Dio che ti è apparso quando fuggivi Esaù, tuo fratello»

35:2b.GEN.035.002 Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti erano con lui: «Eliminate gli dei stranieri che avete con voi, purificatevi e cambiate gli abiti

35:3b.GEN.035.003 Poi alziamoci e andiamo a Betel, dove io costruirò un altare al Dio che mi ha esaudito al tempo della mia angoscia e che è stato con me nel cammino che ho percorso»

35:4b.GEN.035.004 Essi consegnarono a Giacobbe tutti gli dei stranieri che possedevano e i pendenti che avevano agli orecchi; Giacobbe li sotterrò sotto la quercia presso Sichem

35:5b.GEN.035.005 Poi levarono l'accampamento e un terrore molto forte assalì i popoli che stavano attorno a loro, così che non inseguirono i figli di Giacobbe

35:6b.GEN.035.006 Giacobbe e tutta la gente ch'era con lui arrivarono a Luz, cioè Betel, che è nel paese di Canaan

35:7b.GEN.035.007 Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo «El-Betel», perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello

35:8b.GEN.035.008 Allora morì Dèbora, la nutrice di Rebecca, e fu sepolta al disotto di Betel, ai piedi della quercia, che perciò si chiamò Quercia del Pianto

35:9b.GEN.035.009 Dio apparve un'altra volta a Giacobbe, quando tornava da Paddan-Aram, e lo benedisse

35:10b.GEN.035.010 Dio gli disse: Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele sarà il tuo nome». Così lo si chiamò Israele

35:11b.GEN.035.011 Dio gli disse: Sii fecondo e diventa numeroso, popolo e assemblea di popoli verranno da te, re usciranno dai tuoi fianchi

35:12b.GEN.035.012 Il paese che ho concesso ad Abramo e a Isacco darò a te e alla tua stirpe dopo di te darò il paese»

35:13b.GEN.035.013 Dio scomparve da lui, nel luogo dove gli aveva parlato

35:14b.GEN.035.014 Allora Giacobbe eresse una stele, dove gli aveva parlato, una stele di pietra, e su di essa fece una libazione e versò olio

35:15b.GEN.035.015 Giacobbe chiamò Betel il luogo dove Dio gli aveva parlato

35:16b.GEN.035.016 Poi levarono l'accampamento da Betel. Mancava ancora un tratto di cammino per arrivare ad Efrata, quando Rachele partorì ed ebbe un parto difficile

35:17b.GEN.035.017 Mentre penava a partorire, la levatrice le disse: «Non temere: anche questo è un figlio!»

35:18b.GEN.035.018 Mentre esalava l'ultimo respiro, perché stava morendo, essa lo chiamò Ben-Oni, ma suo padre lo chiamò Beniamino

35:19b.GEN.035.019 Così Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Efrata, cioè Betlemme

35:20b.GEN.035.020 Giacobbe eresse sulla sua tomba una stele. Questa stele della tomba di Rachele esiste fino ad oggi

35:21b.GEN.035.021 Poi Israele levò l'accampamento e piantò la tenda al di là di Migdal-Eder

35:22b.GEN.035.022 Mentre Israele abitava in quel paese, Ruben andò a unirsi con Bila, concubina del padre, e Israele lo venne a sapere. I figli di Giacobbe furono dodici

35:23b.GEN.035.023 I figli di Lia: il primogenito di Giacobbe, Ruben, poi Simeone, Levi, Giuda, Issacar e Zàbulon

35:24b.GEN.035.024 I figli di Rachele: Giuseppe e Beniamino

35:25b.GEN.035.025 I figli di Bila, schiava di Rachele: Dan e Nèftali

35:26b.GEN.035.026 I figli di Zilpa, schiava di Lia: Gad e Aser. Questi sono i figli di Giacobbe che gli nacquero in Paddan-Aram

35:27b.GEN.035.027 Poi Giacobbe venne da suo padre Isacco a Mamre, a Kiriat-Arba, cioè Ebron, dove Abramo e Isacco avevano soggiornato come forestieri

35:28b.GEN.035.028 Isacco raggiunse l'età di centottant'anni

35:29b.GEN.035.029 Poi Isacco spirò, morì e si riunì al suo parentado, vecchio e sazio di giorni. Lo seppellirono i suoi figli Esaù e Giacobbe

36

36:1b.GEN.036.001 Questa è la discendenza di Esaù, cioè Edom

36:2b.GEN.036.002 Esaù prese le mogli tra le figlie dei Cananei: Ada, figlia di Elon, l'Hittita; Oolibama, figlia di Ana, figlio di Zibeon, l'Hurrita

36:3b.GEN.036.003 Basemat, figlia di Ismaele, sorella di Nebaiòt

36:4b.GEN.036.004 Ada partorì ad Esaù Elifaz, Basemat partorì Reuel

36:5b.GEN.036.005 Oolibama partorì Ieus, Iaalam e Core. Questi sono i figli di Esaù, che gli nacquero nel paese di Canaan

36:6b.GEN.036.006 Poi Esaù prese le mogli e i figli e le figlie e tutte le persone della sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni che aveva acquistati nel paese di Canaan e andò nel paese di Seir, lontano dal fratello Giacobbe

36:7b.GEN.036.007 Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero abitare insieme e il territorio, dove essi soggiornavano, non poteva sostenerli per causa del loro bestiame

36:8b.GEN.036.008 Così Esaù si stabilì sulle montagne di Seir. Ora Esaù è Edom

36:9b.GEN.036.009 Questa è la discendenza di Esaù, padre degli Idumei, nelle montagne di Seir

36:10b.GEN.036.010 Questi sono i nomi dei figli di Esaù: Elifaz, figlio di Ada, moglie di Esaù; Reuel, figlio di Basemat, moglie di Esaù

36:11b.GEN.036.011 I figli di Elifaz furono: Teman, Omar, Zefo, Gatam, Kenaz

36:12b.GEN.036.012 Elifaz, figlio di Esaù, aveva per concubina Timna, la quale ad Elifaz partorì Amalek. Questi sono i figli di Ada, moglie di Esaù

36:13b.GEN.036.013 Questi sono i figli di Reuel: Naat e Zerach, Samma e Mizza. Questi furono i figli di Basemat, moglie di Esaù

36:14b.GEN.036.014 Questi furono i figli di Oolibama, moglie di Esaù, figlia di Ana, figlio di Zibeon; essa partorì a Esaù Ieus, Iaalam e Core

36:15b.GEN.036.015 Questi sono i capi dei figli di Esaù: i figli di Elifaz primogenito di Esaù: il capo di Teman, il capo di Omar, il capo di Zefo, il capo di Kenaz

36:16b.GEN.036.016 il capo di Core, il capo di Gatam, il capo di Amalek. Questi sono i capi di Elifaz nel paese di Edom: questi sono i figli di Ada

36:17b.GEN.036.017 Questi i figli di Reuel, figlio di Esaù: il capo di Naat, il capo di Zerach, il capo di Samma, il capo di Mizza. Questi sono i capi di Reuel nel paese di Edom; questi sono i figli di Basemat, moglie di Esaù

36:18b.GEN.036.018 Questi sono i figli di Oolibama, moglie di Esaù: il capo di Ieus, il capo di Iaalam, il capo di Core. Questi sono i capi di Oolibama, figlia di Ana, moglie di Esaù

36:19b.GEN.036.019 Questi sono i figli di Esaù e questi i loro capi. Egli è Edom

36:20b.GEN.036.020 Questi sono i figli di Seir l'Hurrita, che abitano il paese: Lotan, Sobal, Zibeon, Ana

36:21b.GEN.036.021 Dison, Eser e Disan. Questi sono i capi degli Hurriti, figli di Seir, nel paese di Edom

36:22b.GEN.036.022 I figli di Lotan furono Ori e Emam e la sorella di Lotan era Timna

36:23b.GEN.036.023 I figli di Sobal sono Alvan, Manacat, Ebal, Sefo e Onam

36:24b.GEN.036.024 I figli di Zibeon sono Aia e Ana; questo è l'Ana che trovò le sorgenti calde nel deserto, mentre pascolava gli asini del padre Zibeon

36:25b.GEN.036.025 I figli di Ana sono Dison e Oolibama, figlia di Ana

36:26b.GEN.036.026 I figli di Dison sono Emdam, Esban, Itran e Cheran

36:27b.GEN.036.027 I figli di Eser sono Bilan, Zaavan e Akan

36:28b.GEN.036.028 I figli di Disan sono Uz e Aran

36:29b.GEN.036.029 Questi sono i capi degli Hurriti: il capo di Lotan, il capo di Sobal, il capo di Zibeon, il capo di Ana

36:30b.GEN.036.030 il capo di Dison, il capo di Eser, il capo di Disan. Questi sono i capi degli Hurriti, secondo le loro tribù nel paese di Seir

36:31b.GEN.036.031 Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom, prima che regnasse un re degli Israeliti

36:32b.GEN.036.032 Regnò dunque in Edom Bela, figlio di Beor, e la sua città si chiama Dinaba

36:33b.GEN.036.033 Poi morì Bela e regnò al suo posto Iobab, figlio di Zerach, da Bosra

36:34b.GEN.036.034 Poi morì Iobab e regnò al suo posto Usam, del territorio dei Temaniti

36:35b.GEN.036.035 Poi morì Usam e regnò al suo posto Adad, figlio di Bedad, colui che vinse i Madianiti nelle steppe di Moab; la sua città si chiama Avit

36:36b.GEN.036.036 Poi morì Adad e regnò al suo posto Samla da Masreka

36:37b.GEN.036.037 Poi morì Samla e regnò al suo posto Saul da Recobot-Naar

36:38b.GEN.036.038 Poi morì Saul e regnò al suo posto Baal-Canan, figlio di Acbor

36:39b.GEN.036.039 Poi morì Baal-Canan, figlio di Acbor, e regnò al suo posto Adar: la sua città si chiama Pau e la moglie si chiamava Meetabel, figlia di Matred, da Me-Zaab

36:40b.GEN.036.040 Questi sono i nomi dei capi di Esaù, secondo le loro famiglie, le loro località, con i loro nomi: il capo di Timna, il capo di Alva, il capo di Ietet

36:41b.GEN.036.041 il capo di Oolibama, il capo di Ela, il capo di Pinon

36:42b.GEN.036.042 il capo di Kenan, il capo di Teman, il capo di Mibsar

36:43b.GEN.036.043 il capo di Magdiel, il capo di Iram. Questi sono i capi di Edom secondo le loro sedi nel territorio di loro proprietà. E' appunto questo Esaù il padre degli Idumei

37

37:1b.GEN.037.001 Giacobbe si stabilì nel paese dove suo padre era stato forestiero, nel paese di Canaan

37:2b.GEN.037.002 Questa è la storia della discendenza di Giacobbe. Egli era giovane e stava con i figli di Bila e i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Ora Giuseppe riferì al loro padre i pettegolezzi sul loro conto

37:3b.GEN.037.003 Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe maniche

37:4b.GEN.037.004 I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente

37:5b.GEN.037.005 Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancor di più

37:6b.GEN.037.006 Disse dunque loro: «Ascoltate questo sogno che ho fatto

37:7b.GEN.037.007 Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand'ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero intorno e si prostrarono davanti al mio»

37:8b.GEN.037.008 Gli dissero i suoi fratelli: «Vorrai forse regnare su di noi o ci vorrai dominare?». Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole

37:9b.GEN.037.009 Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me»

37:10b.GEN.037.010 Lo narrò dunque al padre e ai fratelli e il padre lo rimproverò e gli disse: «Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?»

37:11b.GEN.037.011 I suoi fratelli perciò erano invidiosi di lui, ma suo padre tenne in mente la cosa

37:12b.GEN.037.012 I suoi fratelli andarono a pascolare il gregge del loro padre a Sichem

37:13b.GEN.037.013 Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Gli rispose: «Eccomi!»

37:14b.GEN.037.014 Gli disse: «Và a vedere come stanno i tuoi fratelli e come sta il bestiame, poi torna a riferirmi». Lo fece dunque partire dalla valle di Ebron ed egli arrivò a Sichem

37:15b.GEN.037.015 Mentr'egli andava errando per la campagna, lo trovò un uomo, che gli domandò: «Che cerchi?»

37:16b.GEN.037.016 Rispose: «Cerco i miei fratelli. Indicami dove si trovano a pascolare»

37:17b.GEN.037.017 Quell'uomo disse: «Hanno tolto le tende di qui, infatti li ho sentiti dire: Andiamo a Dotan». Allora Giuseppe andò in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan

37:18b.GEN.037.018 Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono di farlo morire

37:19b.GEN.037.019 Si dissero l'un l'altro: «Ecco, il sognatore arriva

37:20b.GEN.037.020 Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in qualche cisterna! Poi diremo: Una bestia feroce l'ha divorato! Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!»

37:21b.GEN.037.021 Ma Ruben sentì e volle salvarlo dalle loro mani, dicendo: «Non togliamogli la vita»

37:22b.GEN.037.022 Poi disse loro: «Non versate il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano» egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre

37:23b.GEN.037.023 Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica dalle lunghe maniche ch'egli indossava

37:24b.GEN.037.024 poi lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz'acqua

37:25b.GEN.037.025 Poi sedettero per prendere cibo. Quando ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Galaad, con i cammelli carichi di resina, di balsamo e di laudano, che andavano a portare in Egitto

37:26b.GEN.037.026 Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c'è ad uccidere il nostro fratello e a nasconderne il sangue

37:27b.GEN.037.027 Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli lo ascoltarono

37:28b.GEN.037.028 Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d'argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto

37:29b.GEN.037.029 Quando Ruben ritornò alla cisterna, ecco Giuseppe non c'era più. Allora si stracciò le vesti

37:30b.GEN.037.030 tornò dai suoi fratelli e disse: «Il ragazzo non c'è più, dove andrò io?»

37:31b.GEN.037.031 Presero allora la tunica di Giuseppe, scannarono un capro e intinsero la tunica nel sangue

37:32b.GEN.037.032 Poi mandarono al padre la tunica dalle lunghe maniche e gliela fecero pervenire con queste parole: «L'abbiamo trovata; riscontra se è o no la tunica di tuo figlio»

37:33b.GEN.037.033 Egli la riconobbe e disse: «E' la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l'ha divorato. Giuseppe è stato sbranato»

37:34b.GEN.037.034 Giacobbe si stracciò le vesti, si pose un cilicio attorno ai fianchi e fece lutto sul figlio per molti giorni

37:35b.GEN.037.035 Tutti i suoi figli e le sue figlie vennero a consolarlo, ma egli non volle essere consolato dicendo: «No, io voglio scendere in lutto dal figlio mio nella tomba». E il padre suo lo pianse

37:36b.GEN.037.036 Intanto i Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie

38

38:1b.GEN.038.001 In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e si stabilì presso un uomo di Adullam, di nome Chira

38:2b.GEN.038.002 Qui Giuda vide la figlia di un Cananeo chiamato Sua, la prese in moglie e si unì a lei

38:3b.GEN.038.003 Essa concepì e partorì un figlio e lo chiamò Er

38:4b.GEN.038.004 Poi concepì ancora e partorì un figlio e lo chiamò Onan

38:5b.GEN.038.005 Ancora un'altra volta partorì un figlio e lo chiamò Sela. Essa si trovava in Chezib, quando lo partorì

38:6b.GEN.038.006 Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar

38:7b.GEN.038.007 Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire

38:8b.GEN.038.008 Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello»

38:9b.GEN.038.009 Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello

38:10b.GEN.038.010 Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui

38:11b.GEN.038.011 Allora Giuda disse alla nuora Tamar: «Ritorna a casa da tuo padre come vedova fin quando il mio figlio Sela sarà cresciuto». Perché pensava: «Che non muoia anche questo come i suoi fratelli!». Così Tamar se ne andò e ritornò alla casa del padre

38:12b.GEN.038.012 Passarono molti giorni e morì la figlia di Sua, moglie di Giuda. Quando Giuda ebbe finito il lutto, andò a Timna da quelli che tosavano il suo gregge e con lui vi era Chira, il suo amico di Adullam

38:13b.GEN.038.013 Fu portata a Tamar questa notizia: «Ecco, tuo suocero va a Timna per la tosatura del suo gregge»

38:14b.GEN.038.014 Allora Tamar si tolse gli abiti vedovili, si coprì con il velo e se lo avvolse intorno, poi si pose a sedere all'ingresso di Enaim, che è sulla strada verso Timna. Aveva visto infatti che Sela era ormai cresciuto, ma che lei non gli era stata data in moglie

38:15b.GEN.038.015 Giuda la vide e la credette una prostituta, perché essa si era coperta la faccia

38:16b.GEN.038.016 Egli si diresse su quella strada verso di lei e disse: «Lascia che io venga con te!». Non sapeva infatti che quella fosse la sua nuora. Essa disse: «Che mi darai per venire con me?»

38:17b.GEN.038.017 Rispose: «Io ti manderò un capretto del gregge». Essa riprese: «Mi dai un pegno fin quando me lo avrai mandato?»

38:18b.GEN.038.018 Egli disse: «Qual è il pegno che ti devo dare?». Rispose: «Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano». Allora glieli diede e le si unì. Essa concepì da lui

38:19b.GEN.038.019 Poi si alzò e se ne andò; si tolse il velo e rivestì gli abiti vedovili

38:20b.GEN.038.020 Giuda mandò il capretto per mezzo del suo amico di Adullam, per riprendere il pegno dalle mani di quella donna, ma quegli non la trovò

38:21b.GEN.038.021 Domandò agli uomini di quel luogo: «Dov'è quella prostituta che stava in Enaim sulla strada?». Ma risposero: «Non c'è stata qui nessuna prostituta»

38:22b.GEN.038.022 Così tornò da Giuda e disse: «Non l'ho trovata; anche gli uomini di quel luogo dicevano: Non c'è stata qui nessuna prostituta»

38:23b.GEN.038.023 Allora Giuda disse: «Se li tenga! Altrimenti ci esponiamo agli scherni. Vedi che le ho mandato questo capretto, ma tu non l'hai trovata»

38:24b.GEN.038.024 Circa tre mesi dopo, fu portata a Giuda questa notizia: «Tamar, la tua nuora, si è prostituita e anzi è incinta a causa della prostituzione». Giuda disse: «Conducetela fuori e sia bruciata!»

38:25b.GEN.038.025 Essa veniva gia condotta fuori, quando mandò a dire al suocero: «Dell'uomo a cui appartengono questi oggetti io sono incinta». E aggiunse: «Riscontra, dunque, di chi siano questo sigillo, questi cordoni e questo bastone»

38:26b.GEN.038.026 Giuda li riconobbe e disse: «Essa è più giusta di me, perché io non l'ho data a mio figlio Sela». E non ebbe più rapporti con lei

38:27b.GEN.038.027 Quand'essa fu giunta al momento di partorire, ecco aveva nel grembo due gemelli

38:28b.GEN.038.028 Durante il parto, uno di essi mise fuori una mano e la levatrice prese un filo scarlatto e lo legò attorno a quella mano, dicendo: «Questi è uscito per primo»

38:29b.GEN.038.029 Ma, quando questi ritirò la mano, ecco uscì suo fratello. Allora essa disse: «Come ti sei aperta una breccia?» e lo si chiamò Perez

38:30b.GEN.038.030 Poi uscì suo fratello, che aveva il filo scarlatto alla mano, e lo si chiamò Zerach

39

39:1b.GEN.039.001 Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l'avevano condotto laggiù

39:2b.GEN.039.002 Allora il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell'Egiziano, suo padrone

39:3b.GEN.039.003 Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che quanto egli intraprendeva il Signore faceva riuscire nelle sue mani

39:4b.GEN.039.004 Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi

39:5b.GEN.039.005 Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell'Egiziano per causa di Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, in casa e nella campagna

39:6b.GEN.039.006 Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non gli domandava conto di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto

39:7b.GEN.039.007 Dopo questi fatti, la moglie del padrone gettò gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Unisciti a me!»

39:8b.GEN.039.008 Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: «Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi

39:9b.GEN.039.009 Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nulla, se non te, perché sei sua moglie. E come potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?»

39:10b.GEN.039.010 E, benché ogni giorno essa ne parlasse a Giuseppe, egli non acconsentì di unirsi, di darsi a lei

39:11b.GEN.039.011 Ora un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c'era nessuno dei domestici

39:12b.GEN.039.012 Essa lo afferrò per la veste, dicendo: «Unisciti a me!». Ma egli le lasciò tra le mani la veste, fuggì e uscì

39:13b.GEN.039.013 Allora essa, vedendo ch'egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito fuori

39:14b.GEN.039.014 chiamò i suoi domestici e disse loro: «Guardate, ci ha condotto in casa un Ebreo per scherzare con noi! Mi si è accostato per unirsi a me, ma io ho gridato a gran voce

39:15b.GEN.039.015 Egli, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha lasciato la veste accanto a me, è fuggito ed è uscito»

39:16b.GEN.039.016 Ed essa pose accanto a sé la veste di lui finché il padrone venne a casa

39:17b.GEN.039.017 Allora gli disse le stesse cose: «Quel servo ebreo, che tu ci hai condotto in casa, mi si è accostato per scherzare con me

39:18b.GEN.039.018 Ma appena io ho gridato e ho chiamato, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito fuori»

39:19b.GEN.039.019 Quando il padrone udì le parole di sua moglie che gli parlava: «Proprio così mi ha fatto il tuo servo!», si accese d'ira

39:20b.GEN.039.020 Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise nella prigione, dove erano detenuti i carcerati del re. Così egli rimase là in prigione

39:21b.GEN.039.021 Ma il Signore fu con Giuseppe, gli conciliò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione

39:22b.GEN.039.022 Così il comandante della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione e quanto c'era da fare là dentro, lo faceva lui

39:23b.GEN.039.023 Il comandante della prigione non si prendeva cura più di nulla di quanto gli era affidato, perché il Signore era con lui e quello che egli faceva il Signore faceva riuscire

40

40:1b.GEN.040.001 Dopo queste cose il coppiere del re d'Egitto e il panettiere offesero il loro padrone, il re d'Egitto

40:2b.GEN.040.002 Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, contro il capo dei coppieri e contro il capo dei panettieri

40:3b.GEN.040.003 e li fece mettere in carcere nella casa del comandante delle guardie, nella prigione dove Giuseppe era detenuto

40:4b.GEN.040.004 Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perché li servisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo

40:5b.GEN.040.005 Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, che erano detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, che aveva un significato particolare

40:6b.GEN.040.006 Alla mattina Giuseppe venne da loro e vide che erano afflitti

40:7b.GEN.040.007 Allora interrogò gli eunuchi del faraone che erano con lui in carcere nella casa del suo padrone e disse: «Perché quest'oggi avete la faccia così triste?»

40:8b.GEN.040.008 Gli dissero: «Abbiamo fatto un sogno e non c'è chi lo interpreti». Giuseppe disse loro: «Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque»

40:9b.GEN.040.009 Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: «Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite

40:10b.GEN.040.010 sulla quale erano tre tralci; non appena essa cominciò a germogliare, apparvero i fiori e i suoi grappoli maturarono gli acini

40:11b.GEN.040.011 Io avevo in mano il calice del faraone; presi gli acini, li spremetti nella coppa del faraone e diedi la coppa in mano al faraone»

40:12b.GEN.040.012 Giuseppe gli disse: «Eccone la spiegazione: i tre tralci sono tre giorni

40:13b.GEN.040.013 Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti restituirà nella tua carica e tu porgerai il calice al faraone, secondo la consuetudine di prima, quando eri suo coppiere

40:14b.GEN.040.014 Ma se, quando sarai felice, ti vorrai ricordare che io sono stato con te, fammi questo favore: parla di me al faraone e fammi uscire da questa casa

40:15b.GEN.040.015 Perché io sono stato portato via ingiustamente dal paese degli Ebrei e anche qui non ho fatto nulla perché mi mettessero in questo sotterraneo»

40:16b.GEN.040.016 Allora il capo dei panettieri, vedendo che aveva dato un'interpretazione favorevole, disse a Giuseppe: «Quanto a me, nel mio sogno mi stavano sulla testa tre canestri di pane bianc

40:17b.GEN.040.017 e nel canestro che stava di sopra era ogni sorta di cibi per il faraone, quali si preparano dai panettieri. Ma gli uccelli li mangiavano dal canestro che avevo sulla testa»

40:18b.GEN.040.018 Giuseppe rispose e disse: «Questa è la spiegazione: i tre canestri sono tre giorni

40:19b.GEN.040.019 Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti impiccherà ad un palo e gli uccelli ti mangeranno la carne addosso»

40:20b.GEN.040.020 Appunto al terzo giorno - era il giorno natalizio del faraone - egli fece un banchetto a tutti i suoi ministri e allora sollevò la testa del capo dei coppieri e la testa del capo dei panettieri in mezzo ai suoi ministri

40:21b.GEN.040.021 Restituì il capo dei coppieri al suo ufficio di coppiere, perché porgesse la coppa al faraone

40:22b.GEN.040.022 e invece impiccò il capo dei panettieri, secondo l'interpretazione che Giuseppe aveva loro data

40:23b.GEN.040.023 Ma il capo dei coppieri non si ricordò di Giuseppe e lo dimenticò

41

41:1b.GEN.041.001 Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo

41:2b.GEN.041.002 Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse e si misero a pascolare tra i giunchi

41:3b.GEN.041.003 Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo

41:4b.GEN.041.004 Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò

41:5b.GEN.041.005 Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle

41:6b.GEN.041.006 Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle

41:7b.GEN.041.007 Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Poi il faraone si svegliò: era stato un sogno

41:8b.GEN.041.008 Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno lo sapeva interpretare al faraone

41:9b.GEN.041.009 Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: «Io devo ricordare oggi le mie colpe

41:10b.GEN.041.010 Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, me e il capo dei panettieri

41:11b.GEN.041.011 Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un significato particolare

41:12b.GEN.041.012 Ora era là con noi un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie; noi gli raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno spiegazione del suo sogno

41:13b.GEN.041.013 Proprio come ci aveva interpretato, così avvenne: io fui restituito alla mia carica e l'altro fu impiccato»

41:14b.GEN.041.014 Allora il faraone convocò Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo ed egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al faraone

41:15b.GEN.041.015 Il faraone disse a Giuseppe: «Ho fatto un sogno e nessuno lo sa interpretare; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito»

41:16b.GEN.041.016 Giuseppe rispose al faraone: «Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del faraone!»

41:17b.GEN.041.017 Allora il faraone disse a Giuseppe: «Nel mio sogno io mi trovavo sulla riva del Nilo

41:18b.GEN.041.018 Quand'ecco salirono dal Nilo sette vacche grasse e belle di forma e si misero a pascolare tra i giunchi

41:19b.GEN.041.019 Ed ecco sette altre vacche salirono dopo quelle, deboli, brutte di forma e magre: non ne vidi mai di così brutte in tutto il paese d'Egitto

41:20b.GEN.041.020 Le vacche magre e brutte divorarono le prime sette vacche, quelle grasse

41:21b.GEN.041.021 Queste entrarono nel loro corpo, ma non si capiva che vi fossero entrate, perché il loro aspetto era brutto come prima. E mi svegliai

41:22b.GEN.041.022 Poi vidi nel sogno che sette spighe spuntavano da un solo stelo, piene e belle

41:23b.GEN.041.023 Ma ecco sette spighe secche, vuote e arse dal vento d'oriente, spuntavano dopo quelle

41:24b.GEN.041.024 Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe belle. Ora io l'ho detto agli indovini, ma nessuno mi dà la spiegazione»

41:25b.GEN.041.025 Allora Giuseppe disse al faraone: «Il sogno del faraone è uno solo: quello che Dio sta per fare, lo ha indicato al faraone

41:26b.GEN.041.026 Le sette vacche belle sono sette anni e le sette spighe belle sono sette anni: è un solo sogno

41:27b.GEN.041.027 E le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, sono sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d'oriente, sono sette anni: vi saranno sette anni di carestia

41:28b.GEN.041.028 E' appunto ciò che ho detto al faraone: quanto Dio sta per fare, l'ha manifestato al faraone

41:29b.GEN.041.029 Ecco stanno per venire sette anni, in cui sarà grande abbondanza in tutto il paese d'Egitto

41:30b.GEN.041.030 Poi a questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quella abbondanza nel paese d'Egitto e la carestia consumerà il paese

41:31b.GEN.041.031 Si dimenticherà che vi era stata l'abbondanza nel paese a causa della carestia venuta in seguito, perché sarà molto dura

41:32b.GEN.041.032 Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta ad eseguirla

41:33b.GEN.041.033 Ora il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo del paese d'Egitto

41:34b.GEN.041.034 Il faraone inoltre proceda ad istituire funzionari sul paese, per prelevare un quinto sui prodotti del paese d'Egitto durante i sette anni di abbondanza

41:35b.GEN.041.035 Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l'autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città

41:36b.GEN.041.036 Questi viveri serviranno al paese di riserva per i sette anni di carestia che verranno nel paese d'Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia»

41:37b.GEN.041.037 La cosa piacque al faraone e a tutti i suoi ministri

41:38b.GEN.041.038 Il faraone disse ai ministri: «Potremo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?»

41:39b.GEN.041.039 Poi il faraone disse a Giuseppe: «Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te

41:40b.GEN.041.040 Tu stesso sarai il mio maggiordomo e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te»

41:41b.GEN.041.041 Il faraone disse a Giuseppe: «Ecco, io ti metto a capo di tutto il paese d'Egitto»

41:42b.GEN.041.042 Il faraone si tolse di mano l'anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d'oro

41:43b.GEN.041.043 Poi lo fece montare sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: «Abrech». E così lo si stabilì su tutto il paese d'Egitto

41:44b.GEN.041.044 Poi il faraone disse a Giuseppe: «Sono il faraone, ma senza il tuo permesso nessuno potrà alzare la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto»

41:45b.GEN.041.045 E il faraone chiamò Giuseppe Zafnat-Paneach e gli diede in moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On. Giuseppe uscì per tutto il paese d'Egitto

41:46b.GEN.041.046 Giuseppe aveva trent'anni quando si presentò al faraone re d'Egitto

41:47b.GEN.041.047 Durante i sette anni di abbondanza la terra produsse a profusione

41:48b.GEN.041.048 Egli raccolse tutti i viveri dei sette anni, nei quali vi era stata l'abbondanza nel paese d'Egitto, e ripose i viveri nelle città, cioè in ogni città ripose i viveri della campagna circostante

41:49b.GEN.041.049 Giuseppe ammassò il grano come la sabbia del mare, in grandissima quantità, così che non se ne fece più il computo, perché era incalcolabile

41:50b.GEN.041.050 Intanto nacquero a Giuseppe due figli, prima che venisse l'anno della carestia; glieli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On

41:51b.GEN.041.051 Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, «perché - disse - Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre»

41:52b.GEN.041.052 E il secondo lo chiamò Efraim, «perché - disse - Dio mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione»

41:53b.GEN.041.053 Poi finirono i sette anni di abbondanza nel paese d'Egitt

41:54b.GEN.041.054 e cominciarono i sette anni di carestia, come aveva detto Giuseppe. Ci fu carestia in tutti i paesi, ma in tutto l'Egitto c'era il pane

41:55b.GEN.041.055 Poi tutto il paese d'Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. Allora il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà»

41:56b.GEN.041.056 La carestia dominava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e vendette il grano agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava in Egitto

41:57b.GEN.041.057 E da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra

42

42:1b.GEN.042.001 Ora Giacobbe seppe che in Egitto c'era il grano; perciò disse ai figli: «Perché state a guardarvi l'un l'altro?»

42:2b.GEN.042.002 E continuò: «Ecco, ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e compratene per noi, perché possiamo conservarci in vita e non morire»

42:3b.GEN.042.003 Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento in Egitto

42:4b.GEN.042.004 Ma quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo mandò con i fratelli perché diceva: «Non gli succeda qualche disgrazia!»

42:5b.GEN.042.005 Arrivarono dunque i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nel paese di Canaan c'era la carestia

42:6b.GEN.042.006 Ora Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra

42:7b.GEN.042.007 Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: «Di dove siete venuti?». Risposero: «Dal paese di Canaan per comperare viveri»

42:8b.GEN.042.008 Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero

42:9b.GEN.042.009 Si ricordò allora Giuseppe dei sogni che aveva avuti a loro riguardo e disse loro: «Voi siete spie! Voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese»

42:10b.GEN.042.010 Gli risposero: «No, signore mio; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri

42:11b.GEN.042.011 Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!»

42:12b.GEN.042.012 Ma egli disse loro: «No, voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese!»

42:13b.GEN.042.013 Allora essi dissero: «Dodici sono i tuoi servi, siamo fratelli, figli di un solo uomo, nel paese di Canaan; ecco il più giovane è ora presso nostro padre e uno non c'è più»

42:14b.GEN.042.014 Giuseppe disse loro: «Le cose stanno come vi ho detto: voi siete spie

42:15b.GEN.042.015 In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane

42:16b.GEN.042.016 Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri. Siano così messe alla prova le vostre parole, per sapere se la verità è dalla vostra parte. Se no, per la vita del faraone, voi siete spie!»

42:17b.GEN.042.017 E li tenne in carcere per tre giorni

42:18b.GEN.042.018 Al terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio

42:19b.GEN.042.019 Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case

42:20b.GEN.042.020 Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Allora le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono

42:21b.GEN.042.021 Allora si dissero l'un l'altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto la sua angoscia quando ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci è venuta addosso quest'angoscia»

42:22b.GEN.042.022 Ruben prese a dir loro: «Non ve lo avevo detto io: Non peccate contro il ragazzo? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco ora ci si domanda conto del suo sangue»

42:23b.GEN.042.023 Non sapevano che Giuseppe li capiva, perché tra lui e loro vi era l'interprete

42:24b.GEN.042.024 Allora egli si allontanò da loro e pianse. Poi tornò e parlò con essi. Scelse tra di loro Simeone e lo fece incatenare sotto i loro occhi

42:25b.GEN.042.025 Quindi Giuseppe diede ordine che si riempissero di grano i loro sacchi e si rimettesse il denaro di ciascuno nel suo sacco e si dessero loro provviste per il viaggio. E così venne loro fatto

42:26b.GEN.042.026 Essi caricarono il grano sugli asini e partirono di là

42:27b.GEN.042.027 Ora in un luogo dove passavano la notte uno di essi aprì il sacco per dare il foraggio all'asino e vide il proprio denaro alla bocca del sacco

42:28b.GEN.042.028 Disse ai fratelli: «Mi è stato restituito il denaro: eccolo qui nel mio sacco!». Allora si sentirono mancare il cuore e tremarono, dicendosi l'un l'altro: «Che è mai questo che Dio ci ha fatto?»

42:29b.GEN.042.029 Arrivati da Giacobbe loro padre, nel paese di Canaan, gli riferirono tutte le cose che erano loro capitate

42:30b.GEN.042.030 «Quell'uomo che è il signore del paese ci ha parlato duramente e ci ha messi in carcere come spie del paese

42:31b.GEN.042.031 Allora gli abbiamo detto: Noi siamo sinceri; non siamo spie

42:32b.GEN.042.032 Noi siamo dodici fratelli, figli di nostro padre: uno non c'è più e il più giovane è ora presso nostro padre nel paese di Canaan

42:33b.GEN.042.033 Ma l'uomo, signore del paese, ci ha risposto: In questo modo io saprò se voi siete sinceri: lasciate qui con me uno dei vostri fratelli, prendete il grano necessario alle vostre case e andate

42:34b.GEN.042.034 Poi conducetemi il vostro fratello più giovane; così saprò che non siete spie, ma che siete sinceri; io vi renderò vostro fratello e voi potrete percorrere il paese in lungo e in largo»

42:35b.GEN.042.035 Mentre vuotavano i sacchi, ciascuno si accorse di avere la sua borsa di denaro nel proprio sacco. Quando essi e il loro padre videro le borse di denaro, furono presi dal timore

42:36b.GEN.042.036 E il padre loro Giacobbe disse: «Voi mi avete privato dei figli! Giuseppe non c'è più, Simeone non c'è più e Beniamino me lo volete prendere. Su di me tutto questo ricade!»

42:37b.GEN.042.037 Allora Ruben disse al padre: «Farai morire i miei due figli, se non te lo ricondurrò. Affidalo a me e io te lo restituirò»

42:38b.GEN.042.038 Ma egli rispose: «Il mio figlio non verrà laggiù con voi, perché suo fratello è morto ed egli è rimasto solo. Se gli capitasse una disgrazia durante il viaggio che volete fare, voi fareste scendere con dolore la mia canizie negli inferi»

43

43:1b.GEN.043.001 La carestia continuava a gravare sul paese

43:2b.GEN.043.002 Quando ebbero finito di consumare il grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse loro: «Tornate là e acquistate per noi un po' di viveri»

43:3b.GEN.043.003 Ma Giuda gli disse: «Quell'uomo ci ha dichiarato severamente: Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello

43:4b.GEN.043.004 Se tu sei disposto a lasciar partire con noi nostro fratello, andremo laggiù e ti compreremo il grano

43:5b.GEN.043.005 Ma se tu non lo lasci partire, noi non ci andremo, perché quell'uomo ci ha detto: Non verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!»

43:6b.GEN.043.006 Israele disse: «Perché mi avete fatto questo male, cioè far sapere a quell'uomo che avevate ancora un fratello?»

43:7b.GEN.043.007 Risposero: «Quell'uomo ci ha interrogati con insistenza intorno a noi e alla nostra parentela: E' ancora vivo vostro padre? Avete qualche fratello? e noi abbiamo risposto secondo queste domande. Potevamo sapere ch'egli avrebbe detto: Conducete qui vostro fratello?»

43:8b.GEN.043.008 Giuda disse a Israele suo padre: «Lascia venire il giovane con me; partiremo subito per vivere e non morire, noi, tu e i nostri bambini

43:9b.GEN.043.009 Io mi rendo garante di lui: dalle mie mani lo reclamerai. Se non te lo ricondurrò, se non te lo riporterò, io sarò colpevole contro di te per tutta la vita

43:10b.GEN.043.010 Se non avessimo indugiato, ora saremmo gia di ritorno per la seconda volta»

43:11b.GEN.043.011 Israele loro padre rispose: «Se è così, fate pure: mettete nei vostri bagagli i prodotti più scelti del paese e portateli in dono a quell'uomo: un po' di balsamo, un po' di miele, resina e laudano, pistacchi e mandorle

43:12b.GEN.043.012 Prendete con voi doppio denaro, il denaro cioè che è stato rimesso nella bocca dei vostri sacchi lo porterete indietro: forse si tratta di un errore

43:13b.GEN.043.013 Prendete anche vostro fratello, partite e tornate da quell'uomo

43:14b.GEN.043.014 Dio onnipotente vi faccia trovare misericordia presso quell'uomo, così che vi rilasci l'altro fratello e Beniamino. Quanto a me, una volta che non avrò più i miei figli, non li avrò più...!»

43:15b.GEN.043.015 Presero dunque i nostri uomini questo dono e il doppio del denaro e anche Beniamino, partirono, scesero in Egitto e si presentarono a Giuseppe

43:16b.GEN.043.016 Quando Giuseppe ebbe visto Beniamino con loro, disse al suo maggiordomo: «Conduci questi uomini in casa, macella quello che occorre e prepara, perché questi uomini mangeranno con me a mezzogiorno»

43:17b.GEN.043.017 Il maggiordomo fece come Giuseppe aveva ordinato e introdusse quegli uomini nella casa di Giuseppe

43:18b.GEN.043.018 Ma quegli uomini si spaventarono, perché venivano condotti in casa di Giuseppe, e dissero: «A causa del denaro, rimesso nei nostri sacchi l'altra volta, ci si vuol condurre là: per assalirci, piombarci addosso e prenderci come schiavi con i nostri asini»

43:19b.GEN.043.019 Allora si avvicinarono al maggiordomo della casa di Giuseppe e parlarono con lui all'ingresso della casa

43:20b.GEN.043.020 dissero: «Mio signore, noi siamo venuti gia un'altra volta per comperare viveri

43:21b.GEN.043.021 Quando fummo arrivati ad un luogo per passarvi la notte, aprimmo i sacchi ed ecco il denaro di ciascuno si trovava alla bocca del suo sacco: proprio il nostro denaro con il suo peso esatto. Allora noi l'abbiamo portato indietr

43:22b.GEN.043.022 e, per acquistare i viveri, abbiamo portato con noi altro denaro. Non sappiamo chi abbia messo nei sacchi il nostro denaro!»

43:23b.GEN.043.023 Ma quegli disse: «State in pace, non temete! Il vostro Dio e il Dio dei padri vostri vi ha messo un tesoro nei sacchi; il vostro denaro è pervenuto a me». E portò loro Simeone

43:24b.GEN.043.024 Quell'uomo fece entrare gli uomini nella casa di Giuseppe, diede loro acqua, perché si lavassero i piedi e diede il foraggio ai loro asini

43:25b.GEN.043.025 Essi prepararono il dono nell'attesa che Giuseppe arrivasse a mezzogiorno, perché avevano saputo che avrebbero preso cibo in quel luogo

43:26b.GEN.043.026 Quando Giuseppe arrivò a casa, gli presentarono il dono, che avevano con sé, e si prostrarono davanti a lui con la faccia a terra

43:27b.GEN.043.027 Egli domandò loro come stavano e disse: «Sta bene il vostro vecchio padre, di cui mi avete parlato? Vive ancora?»

43:28b.GEN.043.028 Risposero: «Il tuo servo, nostro padre, sta bene, è ancora vivo» e si inginocchiarono prostrandosi

43:29b.GEN.043.029 Egli alzò gli occhi e guardò Beniamino, suo fratello, il figlio di sua madre, e disse: «E' questo il vostro fratello più giovane, di cui mi avete parlato?» e aggiunse: «Dio ti conceda grazia, figlio mio!»

43:30b.GEN.043.030 Giuseppe uscì in fretta, perché si era commosso nell'intimo alla presenza di suo fratello e sentiva il bisogno di piangere; entrò nella sua camera e pianse

43:31b.GEN.043.031 Poi si lavò la faccia, uscì e, facendosi forza, ordinò: «Servite il pasto»

43:32b.GEN.043.032 Fu servito per lui a parte, per loro a parte e per i commensali egiziani a parte, perché gli Egiziani non possono prender cibo con gli Ebrei: ciò sarebbe per loro un abominio

43:33b.GEN.043.033 Presero posto davanti a lui dal primogenito al più giovane, ciascuno in ordine di età ed essi si guardavano con meraviglia l'un l'altro

43:34b.GEN.043.034 Egli fece portare loro porzioni prese dalla propria mensa, ma la porzione di Beniamino era cinque volte più abbondante di quella di tutti gli altri. E con lui bevvero fino all'allegria

44

44:1b.GEN.044.001 Diede poi questo ordine al maggiordomo della sua casa: «Riempi i sacchi di quegli uomini di tanti viveri quanti ne possono contenere e metti il denaro di ciascuno alla bocca del suo sacco

44:2b.GEN.044.002 Insieme metterai la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, con il denaro del suo grano». Quegli fece secondo l'ordine di Giuseppe

44:3b.GEN.044.003 Al mattino, fattosi chiaro, quegli uomini furono fatti partire con i loro asini

44:4b.GEN.044.004 Erano appena usciti dalla città e ancora non si erano allontanati, quando Giuseppe disse al maggiordomo della sua casa: «Su, insegui quegli uomini, raggiungili e dì loro: Perché avete reso male per bene

44:5b.GEN.044.005 Non è forse questa la coppa in cui beve il mio signore e per mezzo della quale egli suole trarre i presagi? Avete fatto male a fare così»

44:6b.GEN.044.006 Egli li raggiunse e ripetè loro queste parole

44:7b.GEN.044.007 Quelli gli dissero: «Perché il mio signore dice queste cose? Lungi dai tuoi servi il fare una tale cosa

44:8b.GEN.044.008 Ecco, il denaro che abbiamo trovato alla bocca dei nostri sacchi te lo abbiamo riportato dal paese di Canaan e come potremmo rubare argento od oro dalla casa del tuo padrone

44:9b.GEN.044.009 Quello dei tuoi servi, presso il quale si troverà, sarà messo a morte e anche noi diventeremo schiavi del mio signore»

44:10b.GEN.044.010 Rispose: «Ebbene, come avete detto, così sarà: colui, presso il quale si troverà, sarà mio schiavo e voi sarete innocenti»

44:11b.GEN.044.011 Ciascuno si affrettò a scaricare a terra il suo sacco e lo aprì

44:12b.GEN.044.012 Quegli li frugò dal maggiore al più piccolo, e la coppa fu trovata nel sacco di Beniamino

44:13b.GEN.044.013 Allora essi si stracciarono le vesti, ricaricarono ciascuno il proprio asino e tornarono in città

44:14b.GEN.044.014 Giuda e i suoi fratelli vennero nella casa di Giuseppe, che si trovava ancora là, e si gettarono a terra davanti a lui

44:15b.GEN.044.015 Giuseppe disse loro: «Che azione avete commessa? Non sapete che un uomo come me è capace di indovinare?»

44:16b.GEN.044.016 Giuda disse: «Che diremo al mio signore? Come parlare? Come giustificarci? Dio ha scoperto la colpa dei tuoi servi... Eccoci schiavi del mio signore, noi e colui che è stato trovato in possesso della coppa»

44:17b.GEN.044.017 Ma egli rispose: «Lungi da me il far questo! L'uomo trovato in possesso della coppa, lui sarà mio schiavo: quanto a voi, tornate in pace da vostro padre»

44:18b.GEN.044.018 Allora Giuda gli si fece innanzi e disse: «Mio signore, sia permesso al tuo servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore; non si accenda la tua ira contro il tuo servo, perché il faraone è come te

44:19b.GEN.044.019 Il mio signore aveva interrogato i suoi servi: Avete un padre o un fratello

44:20b.GEN.044.020 E noi avevamo risposto al mio signore: Abbiamo un padre vecchio e un figlio ancor giovane natogli in vecchiaia, suo fratello è morto ed egli è rimasto il solo dei figli di sua madre e suo padre lo ama

44:21b.GEN.044.021 Tu avevi detto ai tuoi servi: Conducetelo qui da me, perché lo possa vedere con i miei occhi

44:22b.GEN.044.022 Noi avevamo risposto al mio signore: Il giovinetto non può abbandonare suo padre: se lascerà suo padre, questi morirà

44:23b.GEN.044.023 Ma tu avevi soggiunto ai tuoi servi: Se il vostro fratello minore non verrà qui con voi, non potrete più venire alla mia presenza

44:24b.GEN.044.024 Quando dunque eravamo ritornati dal tuo servo, mio padre, gli riferimmo le parole del mio signore

44:25b.GEN.044.025 E nostro padre disse: Tornate ad acquistare per noi un po' di viveri

44:26b.GEN.044.026 E noi rispondemmo: Non possiamo ritornare laggiù: se c'è con noi il nostro fratello minore, andremo; altrimenti, non possiamo essere ammessi alla presenza di quell'uomo senza avere con noi il nostro fratello minore

44:27b.GEN.044.027 Allora il tuo servo, mio padre, ci disse: Voi sapete che due figli mi aveva procreato mia moglie

44:28b.GEN.044.028 Uno partì da me e dissi: certo è stato sbranato! Da allora non l'ho più visto

44:29b.GEN.044.029 Se ora mi porterete via anche questo e gli capitasse una disgrazia, voi fareste scendere con dolore la mia canizie nella tomba

44:30b.GEN.044.030 Ora, quando io arriverò dal tuo servo, mio padre, e il giovinetto non sarà con noi, mentre la vita dell'uno è legata alla vita dell'altro

44:31b.GEN.044.031 appena egli avrà visto che il giovinetto non è con noi, morirà e i tuoi servi avranno fatto scendere con dolore negli inferi la canizie del tuo servo, nostro padre

44:32b.GEN.044.032 Ma il tuo servo si è reso garante del giovinetto presso mio padre: Se non te lo ricondurrò, sarò colpevole verso mio padre per tutta la vita

44:33b.GEN.044.033 Ora, lascia che il tuo servo rimanga invece del giovinetto come schiavo del mio signore e il giovinetto torni lassù con i suoi fratelli

44:34b.GEN.044.034 Perché, come potrei tornare da mio padre senz'avere con me il giovinetto? Ch'io non veda il male che colpirebbe mio padre!»

45

45:1b.GEN.045.001 Allora Giuseppe non potè più contenersi dinanzi ai circostanti e gridò: «Fate uscire tutti dalla mia presenza!». Così non restò nessuno presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere ai suoi fratelli

45:2b.GEN.045.002 Ma diede in un grido di pianto e tutti gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone

45:3b.GEN.045.003 Giuseppe disse ai fratelli: «Io sono Giuseppe! Vive ancora mio padre?». Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perché atterriti dalla sua presenza

45:4b.GEN.045.004 Allora Giuseppe disse ai fratelli: «Avvicinatevi a me!». Si avvicinarono e disse loro: «Io sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi avete venduto per l'Egitto

45:5b.GEN.045.005 Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita

45:6b.GEN.045.006 Perché gia da due anni vi è la carestia nel paese e ancora per cinque anni non vi sarà né aratura né mietitura

45:7b.GEN.045.007 Dio mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza nel paese e per salvare in voi la vita di molta gente

45:8b.GEN.045.008 Dunque non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio ed Egli mi ha stabilito padre per il faraone, signore su tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d'Egitto

45:9b.GEN.045.009 Affrettatevi a salire da mio padre e ditegli: Dice il tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto. Vieni quaggiù presso di me e non tardare

45:10b.GEN.045.010 Abiterai nel paese di Gosen e starai vicino a me tu, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, i tuoi greggi e i tuoi armenti e tutti i tuoi averi

45:11b.GEN.045.011 Là io ti darò sostentamento, poiché la carestia durerà ancora cinque anni, e non cadrai nell'indigenza tu, la tua famiglia e quanto possiedi

45:12b.GEN.045.012 Ed ecco, i vostri occhi lo vedono e lo vedono gli occhi di mio fratello Beniamino: è la mia bocca che vi parla

45:13b.GEN.045.013 Riferite a mio padre tutta la gloria che io ho in Egitto e quanto avete visto; affrettatevi a condurre quaggiù mio padre»

45:14b.GEN.045.014 Allora egli si gettò al collo di Beniamino e pianse. Anche Beniamino piangeva stretto al suo collo

45:15b.GEN.045.015 Poi baciò tutti i fratelli e pianse stringendoli a sé. Dopo, i suoi fratelli si misero a conversare con lui

45:16b.GEN.045.016 Intanto nella casa del faraone si era diffusa la voce: «Sono venuti i fratelli di Giuseppe!» e questo fece piacere al faraone e ai suoi ministri

45:17b.GEN.045.017 Allora il faraone disse a Giuseppe: «Dì ai tuoi fratelli: Fate questo: caricate le cavalcature, partite e andate nel paese di Canaan

45:18b.GEN.045.018 Poi prendete vostro padre e le vostre famiglie e venite da me e io vi darò il meglio del paese d'Egitto e mangerete i migliori prodotti della terra

45:19b.GEN.045.019 Quanto a te, dà loro questo comando: Fate questo: prendete con voi dal paese d'Egitto carri per i vostri bambini e le vostre donne, prendete vostro padre e venite

45:20b.GEN.045.020 Non abbiate rincrescimento per la vostra roba, perché il meglio di tutto il paese sarà vostro»

45:21b.GEN.045.021 Così fecero i figli di Israele. Giuseppe diede loro carri secondo l'ordine del faraone e diede loro una provvista per il viaggio

45:22b.GEN.045.022 Diede a tutti una muta di abiti per ciascuno, ma a Beniamino diede trecento sicli d'argento e cinque mute di abiti

45:23b.GEN.045.023 Allo stesso modo mandò al padre dieci asini carichi dei migliori prodotti dell'Egitto e dieci asine cariche di grano, pane e viveri per il viaggio del padre

45:24b.GEN.045.024 Poi congedò i fratelli e, mentre partivano, disse loro: «Non litigate durante il viaggio!»

45:25b.GEN.045.025 Così essi ritornarono dall'Egitto e arrivarono nel paese di Canaan, dal loro padre Giacobb

45:26b.GEN.045.026 e subito gli riferirono: «Giuseppe è ancora vivo, anzi governa tutto il paese d'Egitto!». Ma il suo cuore rimase freddo, perché non poteva credere loro

45:27b.GEN.045.027 Quando però essi gli riferirono tutte le parole che Giuseppe aveva detto loro ed egli vide i carri che Giuseppe gli aveva mandati per trasportarlo, allora lo spirito del loro padre Giacobbe si rianimò

45:28b.GEN.045.028 Israele disse: «Basta! Giuseppe, mio figlio, è vivo. Andrò a vederlo prima di morire!»

46

46:1b.GEN.046.001 Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco

46:2b.GEN.046.002 Dio disse a Israele in una visione notturna: «Giacobbe, Giacobbe!». Rispose: «Eccomi!»

46:3b.GEN.046.003 Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo

46:4b.GEN.046.004 Io scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli occhi»

46:5b.GEN.046.005 Giacobbe si alzò da Bersabea e i figli di Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandati per trasportarlo

46:6b.GEN.046.006 Essi presero il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistati nel paese di Canaan e vennero in Egitto; Giacobbe cioè e con lui tutti i suoi discendenti

46:7b.GEN.046.007 i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti, tutti i suoi discendenti egli condusse con sé in Egitto

46:8b.GEN.046.008 Questi sono i nomi dei figli d'Israele che entrarono in Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben

46:9b.GEN.046.009 I figli di Ruben: Enoch, Pallu, Chezron e Carmi

46:10b.GEN.046.010 I figli di Simeone: Iemuel, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea

46:11b.GEN.046.011 I figli di Levi: Gherson, Keat e Merari

46:12b.GEN.046.012 I figli di Giuda: Er, Onan, Sela, Perez e Zerach; ma Er e Onan morirono nel paese di Canaan. Furono figli di Perez: Chezron e Amul

46:13b.GEN.046.013 I figli di Issacar: Tola, Puva, Giobbe e Simron

46:14b.GEN.046.014 I figli di Zàbulon: Sered, Elon e Iacleel

46:15b.GEN.046.015 Questi sono i figli che Lia partorì a Giacobbe in Paddan-Aram insieme con la figlia Dina; tutti i suoi figli e le sue figlie erano trentatrè persone

46:16b.GEN.046.016 I figli di Gad: Zifion, Agghi, Suni, Esbon, Eri, Arodi e Areli

46:17b.GEN.046.017 I figli di Aser: Imma, Isva, Isvi, Beria e la loro sorella Serach. I figli di Beria: Eber e Malchiel

46:18b.GEN.046.018 Questi sono i figli di Zilpa, che Làbano aveva dato alla figlia Lia; essa li partorì a Giacobbe: sono sedici persone

46:19b.GEN.046.019 I figli di Rachele, moglie di Giacobbe: Giuseppe e Beniamino

46:20b.GEN.046.020 A Giuseppe nacquero in Egitto Efraim e Manasse, che gli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On

46:21b.GEN.046.021 I figli di Beniamino: Bela, Becher e Asbel, Ghera, Naaman, Echi, Ros, Muppim, Uppim e Arde

46:22b.GEN.046.022 Questi sono i figli che Rachele partorì a Giacobbe; in tutto sono quattordici persone

46:23b.GEN.046.023 I figli di Dan: Usim

46:24b.GEN.046.024 I figli di Nèftali: Iacseel, Guni, Ieser e Sillem

46:25b.GEN.046.025 Questi sono i figli di Bila, che Làbano diede alla figlia Rachele, ed essa li partorì a Giacobbe; in tutto sette persone

46:26b.GEN.046.026 Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, senza le mogli dei figli di Giacobbe, sono sessantasei

46:27b.GEN.046.027 I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto sono due persone. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, sono settanta

46:28b.GEN.046.028 Ora egli aveva mandato Giuda avanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni in Gosen prima del suo arrivo. Poi arrivarono al paese di Gosen

46:29b.GEN.046.029 Allora Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì in Gosen incontro a Israele, suo padre. Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo stretto al suo collo

46:30b.GEN.046.030 Israele disse a Giuseppe: «Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la tua faccia, perché sei ancora vivo»

46:31b.GEN.046.031 Allora Giuseppe disse ai fratelli e alla famiglia del padre: «Vado ad informare il faraone e a dirgli: I miei fratelli e la famiglia di mio padre, che erano nel paese di Canaan, sono venuti da me

46:32b.GEN.046.032 Ora questi uomini sono pastori di greggi, si occupano di bestiame, e hanno condotto i loro greggi, i loro armenti e tutti i loro averi

46:33b.GEN.046.033 Quando dunque il faraone vi chiamerà e vi domanderà: Qual è il vostro mestiere?

46:34b.GEN.046.034 voi risponderete: Gente dedita al bestiame sono stati i tuoi servi, dalla nostra fanciullezza fino ad ora, noi e i nostri padri. Questo perché possiate risiedere nel paese di Gosen». Perché tutti i pastori di greggi sono un abominio per gli Egiziani

47

47:1b.GEN.047.001 Giuseppe andò ad informare il faraone dicendogli: «Mio padre e i miei fratelli con i loro greggi e armenti e con tutti i loro averi sono venuti dal paese di Canaan; eccoli nel paese di Gosen»

47:2b.GEN.047.002 Intanto prese cinque uomini dal gruppo dei suoi fratelli e li presentò al faraone

47:3b.GEN.047.003 Il faraone disse ai suoi fratelli: «Qual è il vostro mestiere?». Essi risposero al faraone: «Pastori di greggi sono i tuoi servi, noi e i nostri padri»

47:4b.GEN.047.004 Poi dissero al faraone: «Siamo venuti per soggiornare come forestieri nel paese perché non c'è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la carestia nel paese di Canaan. E ora lascia che i tuoi servi risiedano nel paese di Gosen!»

47:5b.GEN.047.005 Allora il faraone disse a Giuseppe: «Tuo padre e i tuoi fratelli sono dunque venuti da te

47:6b.GEN.047.006 Ebbene, il paese d'Egitto è a tua disposizione: fà risiedere tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese. Risiedano pure nel paese di Gosen. Se tu sai che vi sono tra di loro uomini capaci, costituiscili sopra i miei averi in qualità di sovrintendenti al bestiame»

47:7b.GEN.047.007 Poi Giuseppe introdusse Giacobbe, suo padre, e lo presentò al faraone e Giacobbe benedisse il faraone

47:8b.GEN.047.008 Il faraone domandò a Giacobbe: «Quanti anni hai?»

47:9b.GEN.047.009 Giacobbe rispose al faraone: «Centotrenta di vita errabonda, pochi e tristi sono stati gli anni della mia vita e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei padri, al tempo della loro vita nomade»

47:10b.GEN.047.010 Poi Giacobbe benedisse il faraone e si allontanò dal faraone

47:11b.GEN.047.011 Giuseppe fece risiedere suo padre e i suoi fratelli e diede loro una proprietà nel paese d'Egitto, nella parte migliore del paese, nel territorio di Ramses, come aveva comandato il faraone

47:12b.GEN.047.012 Giuseppe diede il sostentamento al padre, ai fratelli e a tutta la famiglia di suo padre, fornendo pane secondo il numero dei bambini

47:13b.GEN.047.013 Ora non c'era pane in tutto il paese, perché la carestia era molto grave: il paese d'Egitto e il paese di Canaan languivano per la carestia

47:14b.GEN.047.014 Giuseppe raccolse tutto il denaro che si trovava nel paese d'Egitto e nel paese di Canaan in cambio del grano che essi acquistavano; Giuseppe consegnò questo denaro alla casa del faraone

47:15b.GEN.047.015 Quando fu esaurito il denaro del paese di Egitto e del paese di Canaan, tutti gli Egiziani vennero da Giuseppe a dire: «Dacci il pane! Perché dovremmo morire sotto i tuoi occhi? Infatti non c'è più denaro»

47:16b.GEN.047.016 Rispose Giuseppe: «Cedetemi il vostro bestiame e io vi darò pane in cambio del vostro bestiame, se non c'è più denaro»

47:17b.GEN.047.017 Allora condussero a Giuseppe il loro bestiame e Giuseppe diede loro il pane in cambio dei cavalli e delle pecore, dei buoi e degli asini; così in quell'anno li nutrì di pane in cambio di tutto il loro bestiame

47:18b.GEN.047.018 Passato quell'anno, vennero a lui l'anno dopo e gli dissero: «Non nascondiamo al mio signore che si è esaurito il denaro e anche il possesso del bestiame è passato al mio signore, non rimane più a disposizione del mio signore se non il nostro corpo e il nostro terreno

47:19b.GEN.047.019 Perché dovremmo perire sotto i tuoi occhi, noi e la nostra terra? Acquista noi e la nostra terra in cambio di pane e diventeremo servi del faraone noi con la nostra terra; ma dacci di che seminare, così che possiamo vivere e non morire e il suolo non diventi un deserto!»

47:20b.GEN.047.020 Allora Giuseppe acquistò per il faraone tutto il terreno dell'Egitto, perché gli Egiziani vendettero ciascuno il proprio campo, tanto infieriva su di loro la carestia. Così la terra divenne proprietà del faraone

47:21b.GEN.047.021 Quanto al popolo, egli lo fece passare nelle città da un capo all'altro della frontiera egiziana

47:22b.GEN.047.022 Soltanto il terreno dei sacerdoti egli non acquistò, perché i sacerdoti avevano un'assegnazione fissa da parte del faraone e si nutrivano dell'assegnazione che il faraone passava loro; per questo non vendettero il loro terreno

47:23b.GEN.047.023 Poi Giuseppe disse al popolo: «Vedete, io ho acquistato oggi per il faraone voi e il vostro terreno. Eccovi il seme: seminate il terreno

47:24b.GEN.047.024 Ma quando vi sarà il raccolto, voi ne darete un quinto al faraone e quattro parti saranno vostre, per la semina dei campi, per il nutrimento vostro e di quelli di casa vostra e per il nutrimento dei vostri bambini»

47:25b.GEN.047.025 Gli risposero: «Ci hai salvato la vita! Ci sia solo concesso di trovar grazia agli occhi del mio signore e saremo servi del faraone!»

47:26b.GEN.047.026 Così Giuseppe fece di questo una legge che vige fino ad oggi sui terreni d'Egitto, per la quale si deve dare la quinta parte al faraone. Soltanto i terreni dei sacerdoti non divennero del faraone

47:27b.GEN.047.027 Gli Israeliti intanto si stabilirono nel paese d'Egitto, nel territorio di Gosen, ebbero proprietà e furono fecondi e divennero molto numerosi

47:28b.GEN.047.028 Giacobbe visse nel paese d'Egitto diciassette anni e gli anni della sua vita furono centoquarantasette

47:29b.GEN.047.029 Quando fu vicino il tempo della sua morte, Israele chiamò il figlio Giuseppe e gli disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, metti la mano sotto la mia coscia e usa con me bontà e fedeltà: non seppellirmi in Egitto

47:30b.GEN.047.030 Quando io mi sarò coricato con i miei padri, portami via dall'Egitto e seppelliscimi nel loro sepolcro». Rispose: «Io agirò come hai detto»

47:31b.GEN.047.031 Riprese: «Giuramelo!». E glielo giurò; allora Israele si prostrò sul capezzale del letto

48

48:1b.GEN.048.001 Dopo queste cose, fu riferito a Giuseppe: «Ecco, tuo padre è malato!». Allora egli condusse con sé i due figli Manasse ed Efraim

48:2b.GEN.048.002 Fu riferita la cosa a Giacobbe: «Ecco, tuo figlio Giuseppe è venuto da te». Allora Israele raccolse le forze e si mise a sedere sul letto

48:3b.GEN.048.003 Giacobbe disse a Giuseppe: «Dio onnipotente mi apparve a Luz, nel paese di Canaan, e mi benediss

48:4b.GEN.048.004 dicendomi: Ecco, io ti rendo fecondo: ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di popoli e darò questo paese alla tua discendenza dopo di te in possesso perenne

48:5b.GEN.048.005 Ora i due figli che ti sono nati nel paese d'Egitto prima del mio arrivo presso di te in Egitto, sono miei: Efraim e Manasse saranno miei come Ruben e Simeone

48:6b.GEN.048.006 Invece i figli che tu avrai generati dopo di essi, saranno tuoi: saranno chiamati con il nome dei loro fratelli nella loro eredità

48:7b.GEN.048.007 Quanto a me, mentre giungevo da Paddan, Rachele, tua madre, mi morì nel paese di Canaan durante il viaggio, quando mancava un tratto di cammino per arrivare a Efrata, e l'ho sepolta là lungo la strada di Efrata, cioè Betlemme»

48:8b.GEN.048.008 Poi Israele vide i figli di Giuseppe e disse: «Chi sono questi?»

48:9b.GEN.048.009 Giuseppe disse al padre: «Sono i figli che Dio mi ha dati qui». Riprese: «Portameli perché io li benedica!»

48:10b.GEN.048.010 Ora gli occhi di Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere. Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò

48:11b.GEN.048.011 Israele disse a Giuseppe: «Io non pensavo più di vedere la tua faccia ed ecco, Dio mi ha concesso di vedere anche la tua prole!»

48:12b.GEN.048.012 Allora Giuseppe li ritirò dalle sue ginocchia e si prostrò con la faccia a terra

48:13b.GEN.048.013 Poi li prese tutti e due, Efraim con la sua destra, alla sinistra di Israele, e Manasse con la sua sinistra, alla destra di Israele, e li avvicinò a lui

48:14b.GEN.048.014 Ma Israele stese la mano destra e la pose sul capo di Efraim, che pure era il più giovane, e la sua sinistra sul capo di Manasse, incrociando le braccia, benché Manasse fosse il primogenito

48:15b.GEN.048.015 E così benedisse Giuseppe: i miei padri Abramo e Isacco, il Dio che è stato il mio pastore da quando esisto fino ad oggi

48:16b.GEN.048.016 l'angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi giovinetti! Sia ricordato in essi il mio nome e il nome dei miei padri Abramo e Isacco e si moltiplichino in gran numero in mezzo alla terra!»

48:17b.GEN.048.017 Giuseppe notò che il padre aveva posato la destra sul capo di Efraim e ciò gli spiacque. Prese dunque la mano del padre per toglierla dal capo di Efraim e porla sul capo di Manasse

48:18b.GEN.048.018 Disse al padre: «Non così, padre mio: è questo il primogenito, posa la destra sul suo capo!»

48:19b.GEN.048.019 Ma il padre ricusò e disse: «Lo so, figlio mio, lo so: anch'egli diventerà un popolo, anch'egli sarà grande, ma il suo fratello minore sarà più grande di lui e la sua discendenza diventerà una moltitudine di nazioni»

48:20b.GEN.048.020 E li benedisse in quel giorno: per benedire, dicendo: Dio ti renda come Efraim e come Manasse!»

48:21b.GEN.048.021 Poi Israele disse a Giuseppe: «Ecco, io sto per morire, ma Dio sarà con voi e vi farà tornare al paese dei vostri padri

48:22b.GEN.048.022 Quanto a me, io do a te, più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato dalle mani degli Amorrei con la spada e l'arco»

49

49:1b.GEN.049.001 Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi, perché io vi annunzi quello che vi accadrà nei tempi futuri

49:2b.GEN.049.002 Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre

49:3b.GEN.049.003 Ruben, tu sei il mio primogenito, il mio vigore e la primizia della mia virilità, esuberante in fierezza ed esuberante in forza

49:4b.GEN.049.004 Bollente come l'acqua, tu non avrai preminenza, perché hai invaso il talamo di tuo padre e hai violato il mio giaciglio su cui eri salito

49:5b.GEN.049.005 Simeone e Levi sono fratelli, strumenti di violenza sono i loro coltelli

49:6b.GEN.049.006 Nel loro conciliabolo non entri l'anima mia, al loro convegno non si unisca il mio cuore. Perché con ira hanno ucciso gli uomini e con passione hanno storpiato i tori

49:7b.GEN.049.007 Maledetta la loro ira, perché violenta, e la loro collera, perché crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele

49:8b.GEN.049.008 Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla nuca dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre

49:9b.GEN.049.009 Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi oserà farlo alzare

49:10b.GEN.049.010 Non sarà tolto lo scettro da Giuda nè il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli

49:11b.GEN.049.011 Egli lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio della sua asina, lava nel vino la veste e nel sangue dell'uva il manto

49:12b.GEN.049.012 lucidi ha gli occhi per il vino e bianchi i denti per il latte

49:13b.GEN.049.013 Zàbulon abiterà lungo il lido del mare e sarà l'approdo delle navi, con il fianco rivolto a Sidòne

49:14b.GEN.049.014 Issacar è un asino robusto, accovacciato tra un doppio recinto

49:15b.GEN.049.015 Ha visto che il luogo di riposo era bello, che il paese era ameno; ha piegato il dorso a portar la soma ed è stato ridotto ai lavori forzati

49:16b.GEN.049.016 Dan giudicherà il suo popolo come ogni altra tribù d'Israele

49:17b.GEN.049.017 Sia Dan un serpente sulla strada, una vipera cornuta sul sentiero, che morde i garretti del cavallo e il cavaliere cade all'indietro

49:18b.GEN.049.018 Io spero nella tua salvezza, Signore

49:19b.GEN.049.019 Gad, assalito da un'orda, ne attacca la retroguardia

49:20b.GEN.049.020 Aser, il suo pane è pingue: egli fornisce delizie da re

49:21b.GEN.049.021 Nèftali è una cerva slanciata che dà bei cerbiatti

49:22b.GEN.049.022 Germoglio di ceppo fecondo è Giuseppe; germoglio di ceppo fecondo presso una fonte, i cui rami si stendono sul muro

49:23b.GEN.049.023 Lo hanno esasperato e colpito, lo hanno perseguitato i tiratori di frecce

49:24b.GEN.049.024 Ma è rimasto intatto il suo arco e le sue braccia si muovon veloci per le mani del Potente di Giacobbe, per il nome del Pastore, Pietra d'Israele

49:25b.GEN.049.025 Per il Dio di tuo padre - egli ti aiuti! e per il Dio onnipotente - egli ti benedica! Con benedizioni del cielo dall'alto, benedizioni dell'abisso nel profondo, benedizioni delle mammelle e del grembo

49:26b.GEN.049.026 Le benedizioni di tuo padre sono superiori alle benedizioni dei monti antichi, alle attrattive dei colli eterni. Vengano sul capo di Giuseppe e sulla testa del principe tra i suoi fratelli

49:27b.GEN.049.027 Beniamino è un lupo che sbrana: al mattino divora la preda e alla sera spartisce il bottino

49:28b.GEN.049.028 Tutti questi formano le dodici tribù d'Israele, questo è ciò che disse loro il loro padre, quando li ha benedetti; ognuno egli benedisse con una benedizione particolare

49:29b.GEN.049.029 Poi diede loro quest'ordine: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l'Hittita

49:30b.GEN.049.030 nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nel paese di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l'Hittita come proprietà sepolcrale

49:31b.GEN.049.031 Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia

49:32b.GEN.049.032 La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso proveniva dagli Hittiti

49:33b.GEN.049.033 Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò e fu riunito ai suoi antenati

50

50:1b.GEN.050.001 Allora Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre, pianse su di lui e lo baciò

50:2b.GEN.050.002 Poi Giuseppe ordinò ai suoi medici di imbalsamare suo padre. I medici imbalsamarono Israel

50:3b.GEN.050.003 e vi impiegarono quaranta giorni, perché tanti ne occorrono per l'imbalsamazione. Gli Egiziani lo piansero settanta giorni

50:4b.GEN.050.004 Passati i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: «Se ho trovato grazia ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole

50:5b.GEN.050.005 Mio padre mi ha fatto giurare: Ecco, io sto per morire: tu devi seppellirmi nel sepolcro che mi sono scavato nel paese di Canaan. Ora, possa io andare a seppellire mio padre e tornare»

50:6b.GEN.050.006 Il faraone rispose: «Và e seppellisci tuo padre com'egli ti ha fatto giurare»

50:7b.GEN.050.007 Allora Giuseppe andò a seppellire suo padre e con lui andarono tutti i ministri del faraone, gli anziani della sua casa, tutti gli anziani del paese d'Egitto

50:8b.GEN.050.008 tutta la casa di Giuseppe e i suoi fratelli e la casa di suo padre. Soltanto i loro bambini e i loro greggi e i loro armenti essi lasciarono nel paese di Gosen

50:9b.GEN.050.009 Andarono con lui anche i carri da guerra e la cavalleria, così da formare una carovana imponente

50:10b.GEN.050.010 Quando arrivarono all'Aia di Atad, che è al di là del Giordano, fecero un lamento molto grande e solenne ed egli celebrò per suo padre un lutto di sette giorni

50:11b.GEN.050.011 I Cananei che abitavano il paese videro il lutto alla Aia di Atad e dissero: «E' un lutto grave questo per gli Egiziani». Per questo la si chiamò Abel-Mizraim, che si trova al di là del Giordano

50:12b.GEN.050.012 Poi i suoi figli fecero per lui così come aveva loro comandato

50:13b.GEN.050.013 I suoi figli lo portarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella caverna del campo di Macpela, quel campo che Abramo aveva acquistato, come proprietà sepolcrale, da Efron l'Hittita, e che si trova di fronte a Mamre

50:14b.GEN.050.014 Dopo aver sepolto suo padre, Giuseppe tornò in Egitto insieme con i suoi fratelli e con quanti erano andati con lui a seppellire suo padre

50:15b.GEN.050.015 Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?»

50:16b.GEN.050.016 Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest'ordine

50:17b.GEN.050.017 Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male! Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così

50:18b.GEN.050.018 E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!»

50:19b.GEN.050.019 Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Sono io forse al posto di Dio

50:20b.GEN.050.020 Se voi avevate pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso

50:21b.GEN.050.021 Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò e fece loro coraggio

50:22b.GEN.050.022 Ora Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; Giuseppe visse centodieci anni

50:23b.GEN.050.023 Così Giuseppe vide i figli di Efraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe

50:24b.GEN.050.024 Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questo paese verso il paese ch'egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe»

50:25b.GEN.050.025 Giuseppe fece giurare ai figli di Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa»

50:26b.GEN.050.026 Poi Giuseppe morì all'età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto


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